Notti tormentate

Sono notti irrequiete per me.

Non riesco a riposare bene.
Il sonno è leggero, la gola sempre secca, le coperte troppo coprenti, il freddo troppo freddo, i sogni troppo agitati… e mi ritrovo a rigirarmi continuamente nel letto senza riuscire a dormire. Consapevole che il mattino è alle porte….ma non così vicino.
Quando sogno poi…è depressione.
Cioè il sogno è “bello”, ma mi sveglio e capisco che è un’assurdità.
Tipo per esempio stanotte.
Sognavo che dovevo dormire e non riuscivo a dormire, ma era perchè non dormivo a casa mia ma a casa dell’A. Peggio che peggio, dormivo nella sua stanza e lei dormiva in quella di suo fratello (e suo fratello dove dormiva?? -_-“).
Continuavo ad alzarmi mentre tutti dormivano e non riuscivo a calmarmi. Mi sentivo un estranea e volevo fuggire via, ma per qualche ragione non potevo.
Fuori c’era la lua e illuminava il davanzale della finestra.
Presi un foglio dalla stampante e lo appoggiai sulla soglia illuminata d’argento e iniziai a scrivere una lettera per A.
Alle mie spalle poi all’improvviso arriva lei, che si è svegliata o era coscente che ero irrequieta.
butto in fretta foglio e penna fuori dalla finestra che era aperta e mi volto come se niente fosse, ma è chiaro che lei ha capito cosa stavo facendo. Lì per lì me ne vergogno.
Mi chiede di sedermi sul divano e mi vuole parlare. E mi dice ciò che la “mia” A. mi avrebbe detto. Mi dice quello che vorrei sentirmi dire. Mi dice che le è passata e che infondo ci si può mettere una pietra sopra. Mi dice che il bene è rimasto e che ora che la rabbia è scemata vorrebbe tornare ad avermi nella sua vita. Mi dice che infondo è il nostro rapporto quello che conta, e ora che si è “purificato” vuole dire basta a tutto questo male e cercare di riprendere da quelle che eravamo prima.
Lì mi sveglio.
Dopo un’ora di rigiramenti vari nel letto, crisi di panico, ricerca spasmodica (fallita) di acqua nel comodino, presa di coscenza del fatto che era un sogno, ri rotolamenti vari per recuperare il sonno visto che erano le 4.15 riesco infine a ritornare tra le braccia di Morfeo.
Ma nella mente mi ronzano ancora le voci nel buio e i profili bluastri nel soggiorno dell’A. e il senso di familiarità, di calore, di legame che c’era in quel sogno utopico che non diventerà mai realtà.
Forse è questa la guarigione. Il penare non solo da svegli ma anche quando si dovrebbero recuperare le energie per penare meglio il giorno dopo.
Sono in definitiva io solamente l’unico problema rimasto.
Vedo chiaramente che gli altri iniziano a stare bene, che tutto ha assunto un nuovo ordine, che le persone che mi circondano ora sanno dove si trovano. L’unica che non ha ancora capito nulla sono io.
Sono io che penso sempre di essere in un intersezione quando invece mi sono chiaramene schierata. Sono nell’altra trincea. Sono in una trincea solitaria. Forse infondo sono nell’unica trincea rimasta.
Mi dibatto a destra e a manca ma quella che resta da sistemare sono io.
E non devo più preoccupare degli altri. Ora devo preoccuparmi solo di me stessa.
Rimettere insieme me stessa.
Uccidere a picconate ogni barlume di speranza che riaffiorna consciamente o no, da svegli o no, e andare oltre.
Come dicevo non è una cosa piacevole, anche perchè di segnali ne vedo tanti e non so bene quali siano veri e quali no. Devo capire che devo smettere di guardare. Non devo cercare più. Non devo aspettare, analizzare, interpretare, comprendere più niente.
Devo STACCARMI da tutto ciò che riguarda questa storia.
Istintivamente io vorrei staccarmi da tutto. Da tutti. Eccetto lui, anche se a volte nei momenti neri sento di dovermi distaccare anche da lui per un po’ e chiudermi a riccio da sola con me stessa.
Devo capirmi nuovamente, devo ritagliarmi un po’ di tempo per piangere la mia perdita e poterla lasciar andare. Metabolizzare il tutto come un lutto.
Forse esagero, ma a dirla tutta, è proprio di un lutto che si parla. Più d’uno in realtà.
Mi devo imporre che il proble ma non è mio. Che i problemi sono degli altri. Devo smettere di istillare casini, discussioni e attriti. Io vado per la mia strada. Al massimo sono gli altri che mi fermano.
Parafrasando quello che sento dire in ufficio (ma non troppo) “Si deve essere inflessibili e cattivi quest’anno! Non ce n’è per nessuno!”
A parte lo schifo del contesto in cui il mio “capo” lo dice, direi che è un atteggiamento che penso possa andarmi bene in linea di massima. Il non far problemi agli altri, ma farne tanti di più a chi mi fa problemi!!
Quest’anno, come ho già detto, sarà una merda!
Una vera merda!
Uff! Voglio tornare in montagna e stare in ammollo in piscina finchè non mi congelo o mi annego perchè prendo sonno!
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...