44 Days of Witchery – Modern Witch League©

25- How do your close ones feel about your witchy path? Do they know? Why or why not?
25 – Cosa pensano i tuoi cari della tua vita da strega? Lo Sanno? Perché o perché no?

Della mia scelta religiosa non ho mai fatto mistero.
Questo non significa che molti lo sappiano.

Sono molto riservata come persona, e tendo a tenere per me molte cose. Soprattutto se queste riguardano la mia sfera intima. E io ho sempre considerato la mia religione una cosa molto intima.
Anni fa, quando iniziai ad interessarmi alla wicca immediatamente mi sentii portata a parlarne con una mia amica, all’epoca era la migliore amica che una persona potesse desiderare, molto simile a me, e dopo aver letto un po’ delle cose che le passavo anche lei sviluppò un interesse verso questa religione, che sentiva molto vicina al suo modo di essere.
Per anni è sempre stato così. Con nessun altro sentivo la necessità di confidarmi e di condividere questa mia scoperta. Dall’esterno alcune cose però si notarono, e in particolare una mia amica mi chiese se mi era successo qualcosa. Mi diceva che ero più calma, più controllata, meno impulsiva e in pace. Allora, visto che la conoscevo da tempo e mi fidavo di lei, decisi di parlarle della wicca. Lo feci perché pensai che lei potesse capire. Non tutti sono portati a capire ciò che gli diciamo. Molti ascoltano lontanamente le cose che gli si dice, pensando di sapere già di cosa stai per parlare. Invece lei mi ascoltò. La mente aperta di questa persona mi era sempre piaciuta ed è il motivo per cui mi sta tanto a cuore, nonostante occasionali alti e bassi nel nostro rapporto. Alla fine penso che siamo molto simili, sebbene siamo anche completamente diverse. Le prestai anche un libro, non ricordo quale a dire il vero, penso Wicca di Cunningham. Lei comprese e mi disse che era una cosa molto bella che avessi trovato qualcosa che mi facesse del bene, che avevo bisogno di trovare un canale per riuscire a tirar fuori quel qualcosa che tenevo dentro. E la wicca le sembrava una bella filosofia.

Negli anni è anche successo che per  caso persone inadatte sapessero della wicca. Persone che non compresero sebbene io abbia cercato di spiegarmi. Persone che hanno un po’ deriso questa filosofia, ferendo non poco i miei sentimenti, e con cui nel tempo ho perso ogni legame. Altre persone che lo hanno solo “registrato” come informazione e morta lì, amici come prima. Queste ultime persone mi han sempre messo a mio agio, solo che anche in questo caso, per ragioni che non centrano nulla con la wicca, nel tempo il rapporto è andato perduto.
In famiglia non avevo mai avuto esigenza, né modo, né voglia di parlarne.
Un po’ perché ho sempre avuto i miei spazi e i miei non hanno mai fatto domande, sebbene a mio avviso avessero intuito che qualcosa “bolliva in pentola”. Tutte quelle candele, incensi, altarini, sacchettini e segni e disegni in giro per la stanza non potevano proprio passare inosservati. Ma non mi han mai chiesto niente, e io non ho mai dato spiegazioni.
Con i ragazzi, per quelli che ho conosciuto, questo argomento non l’avrei mai condiviso. Anche ai miei ex non ho mai accennato nulla riguardo alla mia spiritualità, anche perché, col tempo, non sapevo nemmeno come definirla. Ma poi era così importante definirla? Era così importante che sapessero che ero una “strega” o una “wiccan” o una “pagana”? Con certe persone non mi volevo “sviscerare” più di tanto e mi sono detta che se non me la sentivo nessuno mi costringeva a farlo. Che fossero degli ex o dei vecchi amici.
Mi sono tolta il problema abbastanza presto. Tant’è che alcuni non li vedo neanche più. Alla fine è stato un bene che mi sia tenuta per me le mie cose. E a posteriori mi sono detta che forse la poca voglia di condividere questo aspetto della mia vita con loro era un sintomo del fatto che loro non erano le persone giuste per me. Che non mi fidavo affatto, ma che per me erano solo un momento passeggero e poco duraturo.
Mi dispiace per questo a dire il vero… mi sembra come se mi sia nascosta con loro, rileggendo quello che ho scritto. La realtà è che non mi sono mai definita, non che mi sono nascosta. Mi sono sempre comportata in modo naturale con tutti, non solo con i partner  e gli amici in generale che velocemente o no sono entrati nella mia vita. Ho sempre portato il pentacolo, ma nessuno ha mai fatto domande. Quindi non ho mai dato risposte. Proprio perché la mia fede è mia. E non occorre che la sponsorizzi con nessuno. Né che mi debba giustificare.
EDIT: Ora che ci penso qualcuno mi ha chiesto del pentacolo. Una è la cameriera dove vado sempre a pranzo, ma lei lo faceva ingenuamente e voleva far la battuta. Un’altro era il ragazzo di una mia amica. Mi ha chiesto cos’era il segno che indossavo, io gli ho risposto che si chiamava pentacolo, poi mi ha chiesto se so cosa significa, e io gli ho raccontato la simbologia del pentacolo. Lì per lì ho pensato “Questo ha letto Il Codice Da Vinci”, ma poi ha annuito come se sapesse di ciò che parlavo e mi è venuto il dubbio che fose qualcosina in più ne sapeva. Ma non ho indagato. Non era il momento e non mi interessava più di tanto.
Nel contempo ho iniziato a frequentare forum. Là la condivisione con i vari utenti ha smosso leggermente la mia necessità di essere me stessa a 360° e alla luce del sole. Ma ancora mi sono detta che chi mi circondava non erano persone che potevano capire. O perché avevano una mente molto chiusa o perché frequentavano ambienti molto cattolici (cori della chiesa, scout, acr vari, catechisti eccetera) e quindi invece che sembrare una condivisione con loro sarebbe risultata più come una provocazione, un voler essere pungente, critica.  Per questo con alcune mie amiche, anche se potrebbero capire perché hanno una mente aperta e per tutto il resto ci capiamo al volo, evito di parlare della wicca. Non è necessario.
Di recente però alcune cose sono cambiate.
Sto con questo ragazzo splendido e per la prima volta in vita mia mi sento al mio posto e voglio essere me stessa al 100%. E quindi medito di dirgli anche questo. Il problema è che ho l’impressione che capirebbe ben poco se lo prendessi, lo facessi sedere sul divano e gli dicessi “Amore, indovina, sono una pagana! E pratico il cammino della Dea Madre. Vuoi sapere qualcosa sulla mia religione?”… ecco… si metterebbe a ridere come un matto e mi prenderebbe per scema. Mi prenderei per scema anche io probabilmente.
Quindi sto cercando un po’ alla volta di spiegargli ciò che sento basilare nella mia vita, ovvero il mio modo di vedere il mondo, di rapportarmi con la natura, di percepire il mondo che mi circonda e avere la sensazione che ci sia molto altro oltre a quello che si può vedere con gli occhi. Gli parlo di Madre Terra come mamma di tutte le cose, e lui mi sembra capire. Mi dice che vede la natura come una grande forza, incontrollabile. Una grande energia. Non riconosce nessuna divinità in questo, ma è legittimo. Mi ha anche detto che vede la natura come una grande “mamma” e che il mondo, la Terra, è femminile per lui. Che non crede al Dio cristiano. Non è affatto cristiano. Non è neanche religioso se è per questo. Non è un uomo di fede, per intenderci. È assolutamente un uomo di scienza.
Insomma con lui ci sto lavorando. Vedremo come andrà a finire.

Una cosa che non pensavo di fare invece era parlarne a mia mamma.
Con lei era particolarmente improbabile perché è molto cattolica, credente e dalla fede salda.
Non so come mai ho deciso di dirglielo. Forse a causa del fatto che, essendo stata un po’ più sola di recente, mi sia sentita più vicina a lei, e in effetti è con lei che mi confido. Forse la naturale evoluzione di tutto questo ha comportato anche il fare outing con lei.
Subito non ha capito niente. E la cosa mi ha molto deluso. Anzi. Mi ha detto che era una cosa temporanea, che poi passa. Ma che facessi quello che volevo.
Non era il suo permesso che stavo cercando però! Lì per lì mi sono sentita un po’ sciocca perché stavo forzando qualcosa che per anni ho sempre ritenuto sbagliato: non volevo costringerla ad accettare una realtà che tanto a lei che esistesse o non esistesse non avrebbe cambiato nulla.
Invece poi, dopo un po’ di tempo, le ho riparlato, le ho rispiegato, le ho lasciato il tempo per fare domande e man mano le ho dato delle risposte. Spero di aver colmato un po’ dei suoi dubbi, e di averla rassicurata che non ha una figlia degenere. Infondo il suo shock non era perché seguo il paganesimo, era perché non mi sentivo più cristiana. E per lei o sei cristiana o non credi in nulla di vero.
Infine abbiamo concordato che la visione di Dio, del divino, non è molto diversa. Al di là dell’aspetto maschile e femminile, delle polarità, dei cicli, del sole e della luna, delle stagioni, della nascita e resurrezione di Cristo, della reincarnazione, dell’anima, dei miracoli eccetera eccetera.

Abbiamo concordato che si tratta unicamente di un diverso modo di approcciarsi al divino. Come se dicessimo la stessa cosa, ma in lingue diverse… gliel’ho spiegata così perché non volevo troppo calcare la mano, e non è necessario che sappia tutto tutto.
Per lei è assurdo non avere un punto di riferimento.
Le ho detto invece che dovrebbe essere orgogliosa del fatto che il mio punto di riferimento sono io stessa, e che sono riuscita con onestà a rendermi conto di come vedo realmente le cose invece di accettare per vere quelle che gli altri mi dicono.
Lei infine ha detto che ha capito. Chissà se è vero, o se era un suo modo per mettere fine alla conversazione. Ma gli ho parlato di Wicca di Scott Cunningham. Quel libro che mi ha cambiato la vita. E mi ha detto che vorrebbe leggerlo. Le ho detto di sì, ma non mi ha ancora chiesto nulla. Forse le sarà anche passata la voglia.

Per il resto non credo di farne segreto. Anzi! Nel blog ne parlo liberamente, se mi domandano non ho problemi a rispondere. Se mi chiedono se sono pagana io dico tranquillamente di sì. Se qualcuno mi chiama “streghetta” io non faccio altro che assecondarlo, magari con una battuta di spirito giusto per non dare alla cosa troppo peso, perché non è il caso. Se mi accusano, state pur certi che mi difendo, eccome! Ma non è mai successo! E ho smesso di aver paura di dire le cose come stanno. Forse i primi tempi pensavo che dovevo assolutamente tenerlo segreto, ora invece è solo che non vedo perché dovrei rendere conto ad altri della mia fede.
Solo, evito di fare tanti sbandieramenti su Facebook. Non tanto per la wicca, ma in generale. Non mi piace che magari il mio capo o un mio collega mi faccia commenti idioti su una foto per gli auguri ad esempio di Imbolc o che mi chiedano se sono satanista. Già successo. Poco piacevole. Soprattutto perché la mia reazione di solito è silenziosa. Li guardo un secondo un attimo male e poi gli chiedo “Ti sembro una statanista?”. E allora in genere si taglia l’aria e si chiude con una battuta.

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