Ekadasi e dwadasi

Documentandomi un po’ sul sito www.ilcerchiodellaluna.it  mi sono imbattuta in questo termine.
Non avevo la minima idea di cosa fosse. E sì che mi interesso molto dei cicli della luna e delle sue influenze.
L’ho trovato interessantissimo e quindi lo condivido con voi.

Ekadasi corrisponde, nei calendari della tradizione vedica (indiana), all’undicesimo giorno della luna calante e all’undicesimo di quella crescente. (Eka-dasi significa appunto in sanscrito “undici”)
Non sono molti i calendari in occidente che indichino, oltre alle fasi lunari, anche i giorni detti ekadasi, indicati in genere nei calendari vedici.
Il calendario vedico è infatti un calendario lunare, a differenza del nostro, il calendario gregoriano, che è un calendario solare.
I giorni di ekadasi sono i giorni in cui liquidi e fluidi corporei tendono a raggiungere il loro massimo, per cui è consigliato in questi giorni osservare una dieta semplice e leggera, priva di legumi, carne o pesce, uova. Ridurre o eliminare i cereali e preferire frutta e verdura, succhi, tisane, yogurt e latte. E’ un giorno molto adatto anche al digiuno.
Ekadasi è il momento ideale per dedicarsi alla meditazione e ad ogni gioiosa attività sprituale. Si ritiene che l’elevata presenza di acqua nel corpo stimoli in particolare i sensi e la sensibilità, che diventano più ricettivi, permettendo così di essere più aperti.
La luna è il pianeta governatore della mente, ragion per cui le attività meditative sono molto sensibili alla luna.
Il legame luna – mente è anche il motivo per cui le persone dalla mente instabile tendono ad avere dei picchi di squilibrio in corrispondenza delle fasi di picco lunari.
In particolare, la luna influenza gli spostamenti della mente fra i chakra, i centri di energia vitale. Nei  giorni di ekadasi la mente tende a sostare rispettivamente nel 4° chakra (per l’ekadasi di luna calante) e nel 5° chakra (per l’ekadasi di luna crescente), che sono le sue sedi naturali.
Nella tradizione vaishnava, meditazione significa principalmente canto dei mantra, per cui i giorni di ekadasi sono giorni adatti per il canto. Una lettera di Srila Prabhupada a Jadurani devi dasi dice :  “Dovresti cantare il più possibile. In realtà, Ekadasi significa digiunare e cantare, e nient’altro. Così, quando si digiuna, diventa più facile cantare. In Ekadasi, dunque. bisogna sospendere ogni altro impegno, se possibile, a meno che ci sia qualcosa di molto urgente da fare.”
Alleggerire quindi dieta e impegni, prendersi del tempo per sè e per nutrire lo spirito di quanto lo innalza e il cuore di quanto lo risveglia sono le indicazioni fondamentali per i giorni di ekadasi.
Alcune ekadasi dell’anno corrispondono ad apogei e perigei lunari, ai momenti cioé di maggiore vicinanza e lontananza delle luna dalla terra.
Il giorno che segue ekadasi viene chiamato dwadasi. Nei calendari indu è spesso indicato per quel giorno un orario – per lo più di primo mattino – in cui ‘rompere’ la dieta o il digiuno del giorno precedente. In genere è un giorno di ‘scioglimento’ delle acque.
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