Viaggi in moto della Domenica

Chiaramente non l’ho fatta io questa foto… ma rende l’idea.

Ieri abbiamo fatto un giro in moto io e Dani.
Devo dire che inizialmente al mattino (complice il caldo torrido dell’appartamento) il mio unico interesse era dormire, alzarmi, fare una doccia, dormire, risvegliarmi, mangiare qualcosa e tornare a dormire.
Poi la brezza che si sentiva entrare dal velux della finestrella del bagno mi ha svegliato e mi sono ricordata del mio proposito di andare a camminare in montagna. L’idea del vento fresco, del profumo di roccia e sole mi ha dato la carica. Sono saltata sul letto già alle 9 che Daniele ancora poltriva e gli ho detto “Facciamo o no le gallerie del Pasubio oggi?”.
Come immaginavo in due nano secondi ha ucciso il mio entusiasmo ricordandomi che il giorno prima aveva piovuto e non era consigliabile andare a camminare lungo una parete di roccia dopo un acquazzone…. silenziosamente mi sono di nuovo sdraiata, in silenzio.

Probabilmente ha colto il mio malessere e mi ha subito consolato dicendo che c’erano tante altre cose da fare! Magari potevamo andare a fare un giro in moto, e sfrecciare di nuovo su e giù per le montagne.
Non capisco mai se per lui è un gusto o un peso per certi versi avermi dietro in moto. Ma l’idea dell’aria fresca mi ha risollevato all’istante.
Ho valanghe di libri e nozioni da apprendere, lacune da colmare, e video arretrati…ma avevo troppo bisogno di una giornata al fresco dopo una notte a 29°.

Inoltre la sera prima finchè eravamo spaparanzati esausti sul divano, e dopo una passeggiata con gelato ci siam messi su Sherlok Holmes che lui non aveva visto, abbiamo avuto un ospite in appartamento.
Nel buio io avevo notato lo svolazzare di qualcosa di volumetricamente importante, ma non ci ho fatto caso. Dopo un bel po’ alzo lo sguardo e realizzo che si tratta di un pipistrello.
Volava in circolo, perfetto, in soggiorno e probabilmente non capiva di essere in una casa.
D’istinto mi sono spaventata e mi son ficcata la maglietta di Daniele in testa. Ho cacciato un urlo che deve averlo terrorizzato, tanto che ha iniziato a volare in giro per la casa fino a che non si è rintanato in camera da letto. Anche là ha volato in tondo per un po’. Ma è bastato chiudere la porta perchè trovasse l’uscita….povero! Mi è dispiaciuto essermi messa ad urlare, ma è stato più forte di me.
Anche ieri sera durante la partita (che mia mamma seguiva come un CT brandendo il ventaglio che ogni tanto agitava quando i nostri facevan qualche cazzata) a casa dei miei mi sono volati intorno dei pipistrelli. Probabilmente avevano fame di zanzare 😛 Con mio sommo piacere hanno fatto pulizia!

Comunque, infine siamo andati a fare un bel giretto su e giù. Ci siam fermati un paio di volte perchè io avevo i crampi alle gambe ( immancabili se sto più di due ore in “posizione zainetto” sulla sua moto) e ne abbiamo approfittato per goderci un po’ il panorama. Alla fine la sensazione che cercavo l’ho trovata ugualmente.
A volte mi domando cos’ho fatto di buono per meritarmi un ragazzo d’oro come Daniele. E’ vero che a volte mi fa un po’ girare le scatole, ma è veramente un tesoro e sono fortunata ad averlo accanto a me.
Tra le montagne, con il profumo dei pini, il vento fresco e il sole che ti cucina la pelle senza che ce ne si renda conto mi è parso di ritrovare un po’ di ristoro dell’anima.
Mi è balzato in mente tutto un percorso che vorrei approfondire, perchè mi sono resa conto che non so nulla di questo, ma devo colmare questa lacuna. Sento di doverla colmare!

Restare nel silenzio, in silenzio, accanto a qualcuno che consideri casa, in quella che senti essere la tua casa è una sensazione che ricerco spesso e che sempre più spesso riesco a trovare.
Penso di aver fatto dei progressi.

Negli anni mi sono sempre concentrata sulla mancanza di percezione che avevo, e ora posso dire di aver raggiunto un’armonia generale con il tutto. Le mie sensazioni sono affini ai cicli e percepisco i mutamenti, sento nella pancia che le cose sono in movimento continuo, che i cicli si muovono, girano, crescono e decrescono.
In un forum c’era un topic che titolava “Vi siete evoluti?”.
Mai come ieri mi sentivo più evoluta da quando ho iniziato in questo percorso spirituale. Ero cosciente che, al di là delle conoscenze che si possono apprendere, ho recuperato un “senso” che con la crescita, il tram tram quotidiano, la fretta stavo perdendo.
E’ come capire la differenza tra muovere le braccia e “accarezzare l’aria”…e d’improvviso mi sono scoperta cosciente che non ho bisogno di un eremo dove rintanarmi (beh, forse ogni tanto male non farebbe :D) ma di ritrovare sempre quella stessa sensazione dentro di me, di ritoccare quella sensibilità impalbabile che sento che vive nelle mie viscere ma che ogni tanto dimentico.

E poi andare via in moto con Daniele è bello!
Ti lasci cullare a destra e a sinistra a seconda dell’andamento della strada e dei seni della montagna. Andando abbandoni il controllo e ti “lasci andare”.
All’inizio il mio problema era che ero troppo rigida, ora sono “mollacciona”, mi fletto come nulla. A ogni curva penso “Lasciati andare” e lo seguo….e ogni domenica è una scoperta di pace.

Peccato che al lunedì tutto finisca e rimangano solo i dolori alle gambe e alla schiena…

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