Lagnamenti e vecchi sogni nel cassetto

Posso fare la lamentosa? Fare la lagna?

Almeno qui sul mio blog dove alla fine me la faccio fuori per tutte le cagate che mi ronzan nella testa?

Mi manca Daniele.

Ohhhhh là! Detto papale papale finalmente ad alta voce (si fa per dire)!
Non manca manca, ma è l’idea che non lo vedrò e non lo sentirò ancora per molto tempo. In pratica fino al prossimo sabato sera, quello del 20. Sono 9 giorni in tutto, lo so che non è una tragedia. Non ho dubbi che mi passeranno questi giorni, non mi lamento del fatto che lui non ci sia, anzi!! So che fa l’impossibile per esserci anche se a distanza. E mi sento lusingata per questo. So che è via per lavoro, che non è a divertirsi. So che se potesse scegliere sarebbe qui con me e so che in parte questa mia crisi depressiva è dovuta alle fasi del ciclo e agli ormoni… in parte… come sempre….
Ma è che mi manca proprio, con la sua voce, il suo sguardo, il suo modo di muoversi, il suo odore, il suo tocco, i suoi baci, le sue carezze, le sue attenzioni, le sue battutine per tirarmi fuori il sorriso, la sua pazienza e spazienza che a volte spazientisce anche me… mi manca il sentire addosso, vicino a me, il suo affetto, la sua cura nei miei confronti, l’effetto che mi fa il vederlo e il sentirlo al mio fianco. La naturalezza del sentirlo vicino a me, come se niente sia più ovvio del fatto che il nostro posto sia l’uno vicino all’altra.

Mi manca… mi manca il sentirmi leggera, felice, spensierata, integra, a posto, il non sentire i problemi del mondo frullarmi in testa finchè c’è lui è vicino a me, la semplicità col quale mi direbbe quello che in realtà già frulla nella mia testa ma che non mi permetto di dirmi, come il fatto che qualcuno ha bisogno di sbatter la testa contro il muro fino in fondo prima di capire che sta sbagliando, e che per quanto io possa dirgli “No! Se vai di là ti fai male” non servirà a niente perchè dobbiamo imparare da soli le nostre lezioni altrimenti non le capiremo mai se ci vengono raccontate.

Mi manca il non poterlo toccare, vedere, sentire, accarezzare, stringere, baciare, mi manca il passargli le mani tra i capelli, il passargli la guancia con la punta del naso, l’appoggiare la testa sulla sua spalla, l’aggrapparmi al suo avambraccio seduta sul divano, l’appoggiare la testa sul suo torace prima di addormentarmi e sentire che con le braccia mi circonda le spalle e intrufola le mani tra i capelli.

E anche il lagnarmi con lui, sì. Quando egoisticamente mi sfogo con lui su Stefano, su Fabio, su Fabrizio, su Rino, sulla Luisa, sulle mie amiche, sui miei, sul traffico, sul tempo… mi manca confidargli che mi manca. Cosa che evito di fare perchè lui è da solo lassù tra i monti e di sicuro non ha bisogno di questo ma di notizie positive che gli diano forza. Quindi non gli racconto che sta settimana è stata una merda, non gli racconto che questo week end nessuna delle mie amiche pare avere tempo per me, e che quindi me ne starò da sola, non gli racconto di quanto la mia vita sembra sotto sopra se lui non c’è, di come mi mancano i suoi buongiorno e i suoi messaggi alla sera. Non gli racconto praticamente niente di quello che mi frulla nella testa, anche se forse è sbagliato perchè lui non capisce determinate cose che invece coglie ma non si sa spiegare, anche perchè non mi ha lì fisicamente. Quindi cerco di non farlo preoccupare, che lui ha già i suoi problemi….

E al contempo il fatto di essere così “nascosta” ai suoi occhi mi fa sentire ancora più lontana da lui, e divento una mina carica di emozioni… che rischia di esplodere in serate come queste dove, fuori piove, il cell è silenzioso, il libro è chiuso sul comodino e il pc non mi offre alcuno stimolo, nè io ho alcuno stimolo…

prenderei l’auto domani dopo il lavoro e volerei su in Val Aurina se potessi… ma questo non lo aiuterebbe perchè comunque dovrebbe lavorare e mi avrebbe solo più in mente sapendomi in hotel da sola (o nel centro benessere da sola, o in piscina da sola, o in sauna da sola.. il che getta una prospettiva più rosea in effetti)… non posso stargli tra i piedi in questi giorni. E giovedì prossimo sarò all’Expodental, da sola ho scoperto, con i capiarea che saranno impegnati tutto il giorno a star dietro a clienti…. Onestamente, non so bene cosa farò e come potrei essere utile. Stefano ha voluto che io ci andassi solo per far scena presumo, perchè avere una donna allo stand sicuramente attira l’attenzione, per quanto io non sia una velina o una hostess, e perchè a quanto pare pensa che io possa imparare qualcosa (=che tradotto dallo stefanese sta a dire che “consolido il mio ruolo in prospettiva manageriale” che poi è quello che lui mira a spingermi, così da cavarsi d’impiccio la parte comunicazione… non che pensi veramente a quello che voglio io).

E mi frullano nella testa tanti pensieri.. pensieri su cosa volevo fare della mia vita quando ho deciso di imbarcarmi in questa impresa “manageriale” e se sul serio è  quello che voglio o se mi sta allontanando da quello che amo…
Non che in tempi come questi ci si conceda il lusso di lamentarsi eh, ma ho come la sensazione di fare il passo più lungo della gamba, e non perchè io decida da sola dove voglio andare, ma perchè altri per il loro tornaconto mi spingano ad andare dove a loro fa più comodo in modo da “arginare” personaggi scomodi con la scusa che “tanto la responsabile comunicazione sono io”.
Ma poi io sono una che è tagliata a far la leader? Ho la stoffa da manager? A me non pare proprio!!
Di andar a cene, instaurare rapporti, curare relazioni, coccolarmi relatori e chiacchierare con clienti non ho il minimo interesse. Non ho fatto comunicazione per curare i rapporti relazionali di natura politico-commerciali, io volevo fare pubblicità, creare, inventare, immaginare cose e farle diventare reali. Volevo pensare slogan, volevo tradurre un concetto in un immagine, in una campagna pubblicitaria, volevo vestire strumenti, volevo “fare il figo” attorno a ciò che si deve vende, impacchettarli per bene, metterci il fiocco e via, pronti per il mercato. Mettere in ordine idee commerciali, plus e vantaggi, pavoneggiare le aziende.
Ma volevo anche un lavoro di gruppo, con un confronto tra idee, creativo, aperto, arioso, sensibile alle tendenze, che liberasse la fantasia. Trovavo stimolante anche il copyright e il suo ruolo, l’editing, l’impaginazione grafica….
Questo è quello che volevo… mi piace cosa nasce dalle sinergie. Mi pace cosa possono fare due menti che lavorano assieme, cosa creano, a livello umano e a livello professionale. Se il team è buono ovviamente!!
Questo volevo fare!
Poi è ovvio che si prende ciò che ci capita, non si può avere tutto e ci si deve ridimensionare, adattare… e si abbandona il desiderio di “essere creativo” abbracciando invece quello di “essere efficace”. O per lo meno dell’ “essere utile” altrimenti l’azienda comincia a fare due più due…

Insomma, stasera proprio non sono dell’umore. Non  va. Comunque la giri. Mi è pure venuto mal di pancia… andiamo bene!!

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