Pace

Si, sì… week end silenzioso, di riposo, di lettura. Ho finito un altro libro infatti, ma non era nella lista della Witchy Book Challenge. Di film e copertine calde…. Mi ci vorrebbero due settimane di pc, silenzio, riposo, lettura e copertine calde. Due settimane per stare a letto e non fare nulla di che. Due settimane di “nullume”.

Venerdì sono tornata a casa che ero tesa, arrabbiata, stressata, delusa e affranta. Non sono riusciti a dirmi niente perché avevano paura che esplodessi. Dovevo fare davvero paura.
Sono andata alla Tim, per attivarmi una promozione internet per un anno di internet dal Tablet, in modo che se se sono ovunque (ma pensavo all’appartamento) riesco ad accedere alla rete. Un po’ come dire, “mi voglio isolare ma solo per modo di dire”, “solo dai deficienti dal quale sono circondata e restare in contatto con le poche persone intelligenti e interessanti che conosco e con cui purtroppo non posso andare a bermi un caffè o un the”. Ci ho messo ben 1 ora e mezza prima di uscire da quel negozio infernale, e ci dovrò pure tornare oggi sotto il vento e la neve (perché vado a piedi visto che è dietro casa) a dirgli che la promozione di merda non mi è partita… sicuramente colpa di quel deficiente di un toso che era più impegnato a far colpo su di me che di far il suo lavoro.. un altro po’ andavo io dietro al bancone e mi attivavo la promozione, porco di un diavolo!! Rintronato com’è ora mi tocca pure tornarci. Mi ero pura portata dietro mia mamma per aiutarmi con le scartoffie e per sapere per invece internet di casa, perché la telecom oltre ad essere lenta (ma è una variabile sul quale può agire poco) è cara. Alla fine ci abbiam messo così tanto che le ho detto “Tieniti Telecom” appena siamo uscite di lì.
Per lo meno il servizio clienti non ha tra le fila un tale babbeo, visto che se l’è appioppato Tim.
La sera ho letto.
Doveva passare Daniele, ma causa ritardo di lavoro, è partito da Campo Tures alle 4 ed è arrivato a Schio tardi. Gli ho detto io di andare a casa e di non passare neanche. Nonostante tutto mi ha fatto piacere il fatto che fosse disposto a venire lo stesso anche se era tardi, ma mi sentivo egoista e non era il caso. Neanche ero di buon umore e mi sembrava poco carino fargli far le corse per vedere una musona arrabbiata.
Così mi sono finita il libro, ho scoperto su youtube e sul web che Pacha Mama (quella “mia”) è in realtà una Pachamama “collettiva”, cioè una divinità delle popolazioni andine, Madre Terra, dea della fertilità, dell’abbondanza. Ci son rimasta di sasso. Come quando ero in montagna e ho incontrato Peter (io almeno lo chiamo così) e come ho scoperto il mio totem… subito si ha quella sensazione di “Ma dai, non è possibile” ma una parte di te ti dice che non ti stai inventando nulla, che è tutto vero e che devi solo fidarti dell’istinto.
Mi ha consolato e tirato su di morale, anche se in un certo senso non mi piace l’idea che la “mia” Pacha Mama sia anche la Pachamama di altri. Non so spiegarlo, ma mi ritrovo molto nel modo che ha di porsi e di guidarmi quando la cerco e compare nelle mie meditazioni/viaggi.
Comunque, spinta da quest’onda emotiva ho ri-iniziato un libro, ignorando il fatto che volevo intervallare libri di “studio” con libri leggeri (e avrei Akropolis, L’Oracolo, Lo Hobbit, e altri da iniziare) e mi sono ripresa in mano Harper. Mah… non so cos’è, ma ha un qualcosa il suo modo di trattare l’argomento che mi fa “scappare a gambe levate”. Quindi ho letto poco e poi sono filata a letto. Pensando che infondo ho avuto una serata migliore a casa confà essere stata a festini sciocchi e noiosi. Da sola.

Sabato mi sono svegliata presto e riposata.
Con mia mamma abbiamo inforcato la macchina e siam andate all’Ikea.
Siam passate prima per il panificio a prendere il pane per la sera, e abbiam sgarrato prendendoci un craf a testa. Sospetto che sia stata colpa del mio malumore della sera prima… ma le sono stata grata per non aver chiesto. Non mi fa di parlarne, non voglio proprio tirar fuori l’argomento, perché mi sentirei ancora più abbacchiata. È che non bastavano le batoste legate alle amicizie… dovevano per forza tutti scartavetrarmi i coglioni venerdì… così preferisco tacere e dimenticare. Se non ne parlo è più semplice.
Ho guidato io per sciogliermi un po’ i nervi e caricarmi un po’ di buon umore.
C’era anche il sole e la gioia di rinforcare i miei occhiali da sole mi ha fatto bene. Sapere poi che c’era una tempesta di neve in arrivo mi ha fatto apprezzare di più il tepore del sole attraverso il parabrezza.
Mia mamma aveva una “missione”: doveva prendere una lampada per il soggiorno e una per la camera. Le avevamo anche scelte su internet e così io avevo adocchiato una lampada molto carina anche per me, visto che si parlava di liste da completare per il 2013 per l’appartamento. Una la posso sbarrare. Lampada da terra per soggiorno.
Poi ovviamente sono scappati mille altri acquisti.
Non ho trovato la lampada che volevo, e ne ho presa un’altra da poco, ma in compenso ho aggiunto una scorta di tea light, una lanterna, due candelieri fighi neri, tre portacandele in vetro, una piantina di campanule viola, un contenitore per piumini da mettere sotto il letto in appartamento, sotto pentole in sughero, e una ciotola con pot pourri al mirtillo.
Era un po’ che volevo assegnare un angolo del mio altare ad una ciotola di pot pourri ma non ne ho mai trovata una che mi piacesse.
Al ritorno ho sentito Dani e dovevamo vederci ma era pieno di mal di testa.
O sta diventando un morbo contagioso o tutti gli ometti qui hanno il mal di testa (io penso di essere un caso a parte). Così sono andata a prendere l’acqua, ho aiutato mia mamma con la spesa e incredibilmente non abbiam litigato.
Ha sventolato un po’ di neve quando siamo tornate e mi sono messa a risistemare camera e altare. È venuto proprio carino!

La sera mi ha raggiunto Daniele, e il mio umore era di nuovo alle stelle. Ci siamo concessi una pizza con qualche coccola dolce e siamo andati a casa. E finalmente mi sono sentita a casa.
Una gran bella serata. Veramente a casa. Ed è tutto dire.
Peccato che quando sono andata a dormire mi è venuto il mal di pancia, ho fatto sogni orribili, in uno mi svegliavo convinta che avessi la lingua gonfia e blu e che stessi soffocando, in un altro c’era qualcosa che mi stringeva e mi schiacciava. Insomma, mi sono svegliata alle 7 e mezza che non ne potevo più.
Il resto della giornata è passato nella tranquillità e nel silenzio, costante. La mamma ha fatto le crespelle alla marmellata e io me le sono gustate guardando la neve sbiansa fuori dalla finestra.
E la sera è arrivata troppo presto. Ma è andata bene così, perché ancora non mi rendo conto che è lunedì e anche se la neve si è fatta attendere spero che oggi possa concedermi un oretta per uscire prima vista la tempesta.

L’unico segno di vita dal mondo esterno è venuto ieri sera con un messaggio della Silvia che invitava tutte ad una cena al messicano il 22, ‘visto che lei ci va con delle sue colleghe’. Non ho capito se era un invito o un contentino, ma non ho risposto, per finire il week end in pace.
Vediamo cosa riserva questa settimana…

P.S.

Nevica nevica fiocchettino,
copri tutto nella via.
Da dietro i monti fai capolino,
tutto bianco fai che sia.

Sii coperta, sii riparo,
annuncia col freddo che sei qua.
A Febbraio sei un dono caro,
e fermi tutti qui in città.

Perciò ora cadi neve preziosa,
rendi la Terra come una sposa.

Mi ricordo questa filastrocca dalla mia infanzia, e nei giorni di neve mi ritorna sempre in mente. Come oggi. E’ un po’ idiota ma mi piace.

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