Polemiche inutili

E inizia anche questo week end piovoso.
Pure oggi non c’ho voglia di far granchè. Ma do la colpa al tempo. Grigio, freddo, piovoso…. Ma perché di venerdì? Devo pure andare dalla parrucchiera oggi, perché deve piovere?? Il meteo diceva “coperto” non “diluvio universale”.
Vabbè.

Ieri sera mi sono persa in una discussione con mia mamma.
L’argomento era il papa.
Oh, sappiatelo, non sono tra le sue fan. Non è che non mi piace, è che a mio avviso non è nulla di diverso dagli altri. È solo più furbo. E per me ha studiato marketing.
Per me è così chiaro cosa sta facendo… è evidente che la sua intenzione è risollevare l’immagine della Chiesa. Questo è indiscutibile. Ma mia mamma è convinta che, no, è proprio così, è buono, è umile, è una vera guida in questi tempi difficili.
Ecco… diciamolo che sono di parte già dal principio, mai stata un fan della Chiesa come istituzione nemmeno quando andavo a catechismo…. Però, obiettivamente mi sorgono delle preoccupazioni.
Io faccio comunicazione e so quanto un messaggio detto nel modo giusto può diventare potente, ma non ci vuole un genio per capire che sto papa in futuro potrebbe veramente crear fastidi, diciamo ai non cristiani.
Abituando la gente che lui è buono e caro, e come dice rollystardust (http://stregacheride.wordpress.com/), carino e coccoloso, li induce a credere che lo sia anche quello che dice. Se cominciasse a dire cose, diciamo, meno aperte verso le altre religioni, tipo – a caso – le donne hanno un ruolo ben specifico e in politica non ci devono stare – ecco che magicamente la donna in carriera potrebbe passare in cattiva luce, come se già non lo fosse. Ma peggio, se dicesse male o si discostasse da alcune cose, l’opinione pubblica, non i suoi credenti, vedrebbe male e si discosterebbe da quella cosa.
Ovviamente penso da pagana, che così difficilmente cerco di integrare il mio essere me stessa con la società in cui vivo. L’apertura mentale delle persone che mi circondano è così tenue adesso, non so che cosa ne rimarrebbe dopo una presa di posizione al riguardo del pontefice.
Ci continuavo a pensare stamattina mentre ascoltavo per radio quella canzone odiosa – non tanto per il testo, quando per la canzone proprio – di Max Gazzè, Sotto casa. (A voi il link se volete dilettarvi http://www.youtube.com/watch?v=T56crHGy5gk). Vi giuro che non la sopporto più sta canzone… comunque, dicevo, sta canzone mi ha fatto tornare in mente l’argomento e anche la risposta di mia mamma.
Che non capisco che son io che sbaglio, che io ci vedo sempre dei tramacci dietro, che di sicuro sta cercando di riguadagnare la fiducia dai sui credenti, ma lo sta facendo davvero, con onestà, che lui è un segno di cambiamento, che lui è un papa che ha fatto quello che nessun altro papa voleva fare, che in tempi come questi il suo messaggio è nobile… e infine, udite udite, che la Chiesa e i suoi credenti sono più forti in tempi di crisi e che è nelle difficoltà che si risollevano.
Io ho per non esagerare con mia mamma mi sono morsa la lingua, ma avevo una battutina acida per concludere la conversazione.
Però, devo dire che mi sto rendendo conto che la Chiesa (non so se è una cosa più legata all’istituzione o no) si sta cercando di rilanciare su più fronti. Posso capirlo. Deve uscire dall’immagine di “cosa vecchia” e inutile, o cinicamente penso che abbian visto un calo di entrate.
Insomma, ieri sera serata filosofica, di fronte alla macchina da cucire – i miei jeans strappati da riparare – e ad una tazza di the.
Mio papà è stato il più furbo e se l’è filata.

Comunque sempre in macchina stamattina pensavo più in “ampio”.
Pensavo che la tolleranza, almeno dalle mie parti, si sta facendo mancare qualche occasione per farsi valere ultimamente.
Non solo in ambito religioso, dove la Chiesa torna alla riscossa con la sua “unica e grande verità”, come se loro fossero la salvezza e tutti gli altri sono il male, lo sbagliato, ma anche in ambito… psicologico/sociale.
A farla breve una collega di una mia amica ha preso una sbandata per lei.
In altri tempi questa mia amica avrebbe detto “vabbè, ha preso un abbaglio”. Invece ieri sera è arrivata anche al punto di dire “bleah, che schifo”. Ci son rimasta male io per la tipa, che comunque mi sta sui coglioni come persona… che cos’è, una che puzza di merda, che non si lava, che si mangia gli insetti come spuntino che ti fa schifo?? (tra parentesi, la mia amica è catechista e sta insieme ad un formatore per catechisti). A me francamente fa più schifo un marito o una moglie che consciamente tradisce l’altro perché se ne frega di lei o lui e della sua famiglia. Fa più schifo un collega che macchina alle spalle di un altro per far si che lo lascino a casa, fa più schifo che maniaci, stupratori e pedofili siano a piede libero e magari acclamati dalla società o ancora di più la casta di parla parla che si vede in tv che di trovar una soluzione per questo paese che assieme al governo e al lavoro ha perso anche la sua credibilità internazionale non hanno nemmeno la voglia, e continuano a gravare sulle nostre spalle… questo mi fa schifo.
Una ragazza che scopre di nutrire un sentimento di amore per te, in quanto donna non è uno schifo. Né le pulsioni che in quanto umana può avere. E tu non sei nessuno per giudicarlo.
Ma perché l’amore è visto bene solo se è “giusto” secondo i canoni di non si sa bene chi? Perché uno non può amare e basta senza che nessuno dica “no, stai sbagliando, non devi provare quello che provi”.
Posso capire che sta ragazza c’abbia dei modi un po’ irruenti, un po’ invadenti, quasi da stalker, ma si è presa una sbandata per te, mica ti vuole uccidere…
Mah… eppure la tolleranza e la mentalità aperta in altre occasioni le sono tornate utili.
Io ho preferito limitarmi ad un commento acido che però non è stato raccolto, volutamente o no.
Comunque per concluderla, la tolleranza, ovunque essa sia dovrebbe tornare a farsi un giro da queste parti, perché sarebbe proprio il caso.

Basta, ho finito con i post pesanti come questo.
Di mattina presto, di cattivo umore, con le Amiche di Mestre in arrivo, con il diluvio universale fuori dalla finestra, una lunga giornata davanti e la riserva energetica prossima alla riserva.

Passo e chiudo.

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