Recensione: The Shamanic Witch

Con il nuovo anno, posso anche considerare concluso il progetto del Witchy Book Challenge che tanto mi era piaciuto.
Mi aveva spinto ad iniziare a recensire i libri che leggo. Il che risulta utile al pubblico – spero – tanto quanto è utile a me per analizzare il libro che ho letto e tirare le somme.
Il fatto è che ho il brutto vizio di leggere più libri assieme. Non riesco a farne a meno, perché ne ho un sacco in attesa e tutti che mi ispirano tantissimo e quindi tirare le fila a posteriori mi aiuta anche a fare un po’ di mente locale.

Comunque, il libro di cui vorrei parlare è “Shamanic Witch”, di Gail Wood.
Mi sono buttata alla cieca, perché non conoscevo nè il libro nè l’autrice.
Il libro in sè è interessante. Mi ha lasciato le idee un po’ confuse, non capivo se mi fosse piaciuto oppure no, ma alla fine ho valutato che non è malvagio e che infondo è strutturato bene.

In sostanza, il libro vuole andare a descrivere una “nuova tradizione” che unisce gli aspetti della stregoneria e la sua struttura rituale con lo sciamanesimo e le sue pratiche. Porta una lunga serie di esempi, non prima di un’introduzione generale sul perché l’autrice vede questi due percorsi così legati e connessi, tanto da poter essere facilmente integrati l’uno con l’altro. Descrive velocemente le basi di stregoneria e sciamanesimo, senza entrare molto nel dettaglio a dire li vero. Il che è un bene, perché assume che il lettore già sappia di che si sta parlando.
Va a dedicare un capitolo ai viaggi sciamanici e alla cosmologia dello sciamanesimo per introdurre, in quello seguente, come queste vengano inserite all’interno di rituali e celebrazioni. Tratta con precisione ogni passaggio, riportando anche frasi e inni “tipo”. Propone una serie di viaggi da fare all’interno del cerchio e tratta molto il canto e la danza rituale. Affronta in una serie di paragrafi il rapporto con gli strumenti, principalmente sonaglio e tamburo e il loro ruolo all’interno di questa tradizione mista.
Mi è piaciuto il capitolo dove parla del “ringraziare” l’Universo.
Parla della connessione con le energie nel piano astrale e delle divinità che interagiscono con noi. Spesso il ringraziamento viene sottovalutato, ma in realtà l’autrice racconta che per queste entità, per gli spiriti, per gli Dei, il ringraziamento è prezioso. Quasi come fosse ciò che loro stanno ricercando nell’interazione con noi all’interno del cerchio.
Mi è piaciuto questo cambio di prospettiva. Mi è piaciuto perché io ho sempre considerato il ringraziamento qualcosa di importante e che “nobilita” lo scambio avvenuto, ma è la prima volta che trovo questo aspetto così trattato. Mi ha fatto piacere.
Così come mi ha fatto piacere leggere il capitolo riguardante le divinità, la relazione con i mondi all’interno del cerchio, il fatto di invitare le quattro direzioni – nord, est, sud e ovest – e il sopra e il sotto. E’ una di quelle cose che negli ultimi anni ho integrato timidamente nella mia pratica. Forse inizialmente lo facevo per poter “invitare” anche altre entità mie alleate nel cerchio, ma poi è diventato un modo nuovo di vedere il cerchio. E quando dico “come sopra, così sotto” non sto chiudendo il cerchio, ma lo sto veramente aprendo.
Infine conclude con il capitolo dove parla del rapporto con le divinità, del Drawing Dawn the Moon, della trance e porta degli esempi concreti di rituali utili per la pratica.
L’ultimo è sicuramente il capitolo che mi è piaciuto di più.

In conclusione, il libro mi è piaciuto.
Mi ha dato la sensazione che terminasse un po’ sul più bello. Nel senso che io avrei voluto che proseguisse e dicesse altro. Forse perché gran parte di ciò che raccontava già lo avevo letto da altre parti. Ma del resto succede quando si leggono tanti libri sullo stesso argomento.
Mi ha lasciata ancora più spaesata dopo averlo finito, soprattutto perché non concepivo il fatto che fosse finito lì.
Forse è questo che un po’ mi ha deluso. Forse io avevo un’aspettativa troppo elevata su questo libro.
Ma se non ci si aspetta un capolavoro o una grande illuminazione, questo libro è veramente carino.
Lo consiglio, ma per quanto sia provvisto di una parte “basics” credo che per dei neofiti al primo primo libro non sia adatto. Già se qualcuno ha letto qualcosa sia di stregoneria che di sciamanesimo, questo libro va meglio.
Da molte cose per scontate, inutile dirlo. Ma, e mi ripeto, meno male!

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