Aria fresca

È fatta!

Sono ufficialmente iscritta ad un master una serie di corsi di un corso executive JobLeader in Marketing e Comunicazione. Questo corso executive JobLeader in Marketing e Comunicazione. In realtà sono anche riuscita ad ottenere uno sconto iscrivendomi individualmente e solo a 9 lezioni. Una cosa che non voglio assolutamente è che mi si ricolleghi alla Gabbia o che la Gabbia abbia nulla a che fare con il mio corso/master.  Subito pensavo che fosse una cosa da “collegare” invece che da escludere dall’ambiente del lavoro. Poi ci ho pensato su e ho concluso che è una cosa che mi creerebbe solo problemi. Sicuro non sgancerebbero né soldi (ma non ne ho bisogno) né permessi per facilitarmi la frequenza (anche se sarebbero costretti visto che avrei diritto a dei permessi studio comunque), ma solo nuove “pretese” e altre “frecce al loro arco”… quindi ho pensato che visto che la volontà di migliorarmi è mia me la terrò per me. E basta. Infine, non devo rendere conto a loro e se anche venisse fuori potrei benissimo rispondere che Era una cosa mia e finirla lì.

Ne ho parlato anche con una collega e a malincuore, perché dice che non dovrebbe essere tutto così difficile, era d’accordo con me. Lei dice che potrebbero vederlo come un “impedimento” all’attività lavorativa visto che l’azienda non mi ha chiesto nulla e che quindi se proprio deve mi concederebbe i permessi ma non ne sarebbe affatto felici.
Magari questo è un attimo esagerato. Ma visto che da me sono tutti matti preferisco tenere questo mio piccolo traguardo “pulito” da loro e dalla loro stupidità. Infine si tratta di 5 pomeriggi sparsi in 6 mesi… userò i miei permessi, pace!
Non so cosa mi porterà esattamente questo corso. Io spero anche nuovi contatti. Nuove conoscenze. E quindi nuove opportunità. Ma soprattutto punto a recuperare un po’ dell’autostima che quelli di ObscureScience mi hanno tolto in un certo senso. E ovviamente punto sull’affinare il mio bagaglio. Altrimenti non spenderei così tanti soldi (mi vien da piangere a vedere i numerini del conto corrente diminuire T.T ma va bene così, spero solo mi diano in fretta la prossima bustapaga).

Parlando di altre cose allegre, sembra sia spuntata fuori una donna interessata al mio appartamento. E che è disposta a farmi una bella offerta. La cosa è saltata fuori per caso un po’ di settimane fa. Non cercavo certo di vendere casa, ma di poter finalmente concludere i lavori della strada privata e tirarci dentro FINALMENTE la linea telefonica. I lavori a dire il vero si sono arenati di nuovo -.- (un giorno renderò pan per focaccia a quella ebete della mia vicina di casa, rincoglionita, ignorante e oca). Ed è saltato fuori tutto per caso. Confesso che una parte di me ha sentito quel click di quando senti gli ingranaggi del Destino muoversi. Eppure mi ha colta la tristezza. Mi stavo giusto iniziando a godere un po’ il fatto di stare in pace a casa mia, che potevo chiamare davvero casa…
Penso sia curioso come certe cose accadano. Ci affanniamo, mi affanno, a fare progetti, a pianificare le cose, ad avere un programma e una lista di cose da fare sempre aggiornata, tic dopo tic, e poi tutto cambia. Come se mettessi in ordine le carte dei tarocchi: divise per semi, in ordine crescente, bene allineate, e poi un colpo di vento o un micio che salta di colpo sopra al letto ti scombina tutto l’ordine e tutto è di nuovo da risistemare da capo.
Forse certe cose non vanno messe in ordine, certe cose non hanno senso “in ordine”. Come i tarocchi.
Forse qualcuno mi suggerisce di non fare progetti, programmi, liste di cose da fare.. ma è difficile per me non avere un piano e vivere alla giornata. Ho bisogno di sapere cosa ho davanti.
Questo è l’unico modo che conosco per tenere a bada l’ansia.
Ansia che per la cronaca mi è tornata a trovare ultimamente. E mi sono messa a pensare a tutte quelle persone che soffrono d’ansia, attacchi di panico, crisi di nervi e via dicendo.

Ho sempre sostenuto che questo tipo di disturbi siano veramente fastidiosi. E che non siano uno scherzo. Sono indice di qualcosa che non va, di una corda troppo tesa o di qualche altro malessere. Ma sono sempre stata altrettanto convinta che siano indizi per capire dove si deve andare a lavorare per stare bene, se si vuole stare bene…
Non ho mai avuto veri e propri problemi del genere, ma sono una persona tendenzialmente ansiosa, mi agito quando sento troppi occhi puntati su di me e ogni volta che c’è qualche grossa prova nella mia vita non riesco mai a non accumulare stress e angoscia. Mi è capitato, sì, anche di aver periodi in cui avevo “senso di soffocamento improvviso” e “palpitazioni” e paura incontrollata. Non penso che però fosse ai livelli di un vero attacco di panico e mi è sempre successo in periodi di forte stress, come mi è successo il giorno del matrimonio per altro. Ma non mi sono mai fermata ad “etichettare” il mio malessere. So in cuor mio che se qualcosa mi agita così tanto da farmi star male, sono io che sto esagerando e sto tirando troppo. E allora mollo un po’ la presa. Mi concedo respiro e un po’ di pace e tutto sembra tornare a posto.
Una mia cara amica però sembra non riuscire a controbilanciare il peso degli eventi quando sente che sta tirando troppo. Non so bene cosa dirle se non di parlarne con qualcuno che sia veramente qualificato per aiutarla. Io le voglio bene ma non sono una professionista. Non so bene cosa potrei dirle per aiutarla a reimparare a bilanciare i “pesi emotivi” della sua vita. L’unica cosa che mi sono permessa di dirle è che ogni cosa che fa sarà qualcosa con cui dovrà convivere poi, e che quindi deve essere sicura di fare la cosa giusta. O la più giusta per lei.
Non mi sono permessa di dirle di più. Una parte di me mi dice che avrei sbagliato. Spero che in qualche modo riesca ad imparare a trovare il suo modo di “mollare la presa”.
Qualcosa mi dice che sarà un mese difficile quello che verrà.

Insomma, tirando una linea dopo tutto questo posso dire solo che quello che ho messo in saccoccia ultimamente è la consapevolezza che dopo aver tirato tanto, forse ora mi posso concedere un piccolo rallentamento e la possibilità di fare qualcosa di veramente utile per me sola. Perché è importante darsi i propri spazi. Programmi o non programmi.
Spero che anche la mia amica lo capisca e impari ad essere se stessa senza guardare cosa gli altri vogliono da lei (perché di base penso che il problema sia questo).

Questa sera mi sono messa a scrivere con la brezza fresca che entra dalla finestra, al buio e con Spotify di sottofondo a farmi compagnia. Ho scoperto questa playlist, Love Life | Live Yoga che pensavo essere tremendamente New Age ed invece non è niente male. Penso che ora spegnerò tutto e mi piazzerò al buio, con i grilli in sottofondo, stesa nel letto ad ascoltarmi il resto delle canzoni e quando mi stuferò riprenderò in mano uno dei mille libri che mi aspettano sul comodino.

Stasera va così. Poche parole, tanto silenzio e musica rilassante.

Fonte Tumbr

Fonte Tumblr

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