Sacchetti di terra

© NikeBrianna

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Pochi sanno di una mania che avevo da piccola: collezionavo terra, sassi, pigne, pezzi di mattonelle, tutto quello che raccoglievo nei vari posti dove andavo. Avevo in camera, nel secondo ripiano dell’armadio, una schiera di barattoli e sacchetti pieni di qualsiasi cosa. Quando andavo al mare non c’era una volta che non tornassi con una bottiglietta piena di sabbia o un sacchetto di ciottoli e quando andavo in montagna sempre avevo nel marsupio qualche cimelio prezioso da aggiungere e conservare nella mia collezione.

Il fatto è che sono sempre stata incapace di accettare il distacco.

Non mi piaceva andare via. Sono quel tipo di persona che appena si abitua ad un posto nuovo mette radici e appena si apre un attimo con qualcuno, anche se con difficoltà, si affeziona.

Sono fatta così.
Sono consapevole che questo è un mio limite.

La vita, il Fato o qualsiasi cosa sia, ha cercato di insegnarmi che devo imparare a distaccarmi e a lasciar andare cose e persone. Perché siamo tutti di passaggio qui su questa terra ed in questa vita, ma io sembro non capire mai la lezione.

La morte sembra avara di persone in questo periodo, e in questo periodo dell’anno anche… e io mi ritrovo con un altra occasione per imparare che nulla è per sempre e che la vita e le cose non sono cose che si possiedono  ma esperienze e ricordi che possiamo solo vivere e conservare dentro di noi.

Socchiudi le palpebre, inspiri, trattieni la sensazione quel tanto che basta per assaporare il ricordo e la tua mente per un secondo vola lontano, in un altro tempo, rammenti suoni, odori, luci, colori, sentimenti, sensazioni,le le stringi e avvolgi attorno all’anima per pochi attimi, poi espiri e realizzi che l’attimo è passato, che tutto è passato, e allora apri gli occhi e vai avanti. Senti che manca qualcosa, lo sai, ti senti come se avessi perso da qualche parte un pezzettino di te, ma se lo cerchi non sai bene dove sia il punto dove manca quel qualcosa. Non è un’unghia, o una mano, o un’orecchio. Non è un polmone, un arteria, o una ghiandola. È qualcosa più affondo, è qualcosa di più piccolo. E manca.

Devo imparare a non aver nostalgia di quel piccolo pezzetto. Non è perso davvero. Dentro di me lo so. Non è mai perso. Si è solo trasformato in qualcos’altro. Qualcosa che ancora non ho imparato a comprendere.

Ma le persone che ci lasciano non ci lasciano mai per davvero. Rimangono con noi, con il nostro amore per loro ed i nostri ricordi. Forse è vero che le persone muoiono davvero solo quando ci si dimentica di loro, quando passa talmente tanto tempo che nessuno rimasto in vita può più ricordarle. Forse è allora, e solo allora, che uno spirito decide di andare avanti con il suo percorso evolutivo e decide di reincarnarsi… oppure no.

©NikeBrianna

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