Tutto quello che deve avvenire, avverrà. Semplice.

Fonte: http://www.volverviaggi.it/peru-da-euro-1-375/

23.06.2015

Continuo a sottovalutare il detto “Occhio a quello che chiedi perché potresti ottenerlo”.
Il fatto è che l’Universo ha i suoi tempi nell’elaborare le risposte, e anche i mastodontici movimenti necessari per provocare un cambiamento sono lenti ma assicurati.

Alla faccia di chi pensa che un pensiero non sia nulla… o forse sono io che mi faccio dell’auto suggestione per giustificare l’evolversi degli eventi. Anche se, infondo, non ci voleva una sfera di cristallo per indovinare come si sarebbero evolute le cose…

Daniele il prossimo 6 Luglio parte per il Perù.
Starà via poco, a dire il vero… 1 mesetto. Anzi, a fare i conti precisi una ventina di giorni.
E ci va anche bene tutto sommato. Ma non tanto per il viaggio in sé e la permanenza – anche se… – ciò che più mi impensieriva è che finirà in un accampamento nella foresta e dato che gli hanno dato la lieta novella appena sabato scorso e sarebbe dovuto partire domenica 28 in origine non avrebbe avuto il tempo per documenti in regola e vaccinazioni del caso. E sarebbe dovuto andar da solo in un viaggio di più di 15 ore di volo e due cambi (Amsterdam e Lima). Invece per fortuna li ha convinti a portarsi dietro un collega per la prima settimana e hanno slittato così la partenza.
A parte la maniera in cui gliel’hanno detto (un coglione che pensa di essere chissà chi gli ha detto, dopo che sto toso l’è sta fora 6 mesi in impianto, “Devi andare in Perù. Parti il 28 giugno e… varda che non te lo stiamo domandando eh!”.
Lascio all’immaginazione il bel week end che abbiam passato, con l’uomo che era a tratti incazzato come una biscia e a tratti depresso perché è stufo di girare per il globo come un pacco postale… e le lagne (anche a ragione, però dai) sul fatto che vorrebbe stare un po’ tranquillo e a casa, perché è tornato da una settimana e già lo mandano via… e che dopo che uno si danna per sistemare un lavoro DA SOLO perché non viene supportato dall’ufficio e appena appoggia 4 giorni il culo sulla sedia in ufficio, ‘sto
coglione con la grazia di un elefante arriva e con arroganza e supponenza ti spedisce dall’altra parte del mondo…

…che bel week end! Fortuna che mi hanno risparmiato la Vespaiolona!

Venerdì sera infatti mi son fatta una scorpacciata di vino e vita social e sono andata a cantine con Kikka, marito e amici di lui al seguito. Mi sono divertita un sacco, anche se non ricordo bene cosa mi abbia veramente divertita dopo il secondo bianco fermo…
Però è stata una bella serata, spensierata. Ho anche preso l’iniziativa di scrivere all’altra sposa, ormai in Canada in riva al lago, e rimembrare i vecchi tempi universitari quando ci toccava aspettar di smaltire un po’ la balla prima di tornar a casa dal Monaco o da Breganze.
Ahh… che tempi spensierati….

Dopo di che, la mattina dopo, mi son decisa a darci un taglio! Nel vero senso della parola, perché sono andata dalla parrucchiera e ho salutato 15 cm di capelli.
Mi sentivo anche tutta bella carina – il che è tutto dire – finché non sono tornata a casa e non mi sono trovata la lieta novella sul cellulare.

Insomma, questo Luglio sarà il quieto Luglio che chiedevo… fin troppo quieto.
Infatti il mese prossimo mi volevo dedicare all’appartamento, a cercare una scrivania, a spostare là l’altare e tutti i gingilli annessi e connessi, volevo anche azzardare e portare Daniele all’Ikea per vedere quel soggiorno/assemblatodimobiliemensole e magari fargli appendere anche quelle cacchio di tende che abbiam preso a dicembre! Senza contare che dovrebbe sistemar la cappa traballante e aiutarmi con la doccia in bagno. Volevo anche pulire i pergoli e lo scivolo e buttar giù la verichina per le zanzare dopo aver passato tutti i pozzetti dalle foglie e dai sassi portati dalle pioggie. E volevamo anche spostare il lavatoio per far spazio alla lavatrice (che volevo finalmente portare a casa)… nun s’ha da fa!

O meglio, se voglio devo farmi tutto da sola.
Magari non era molto quieto in senso spirituale e social, ma era quieto per la mia lunga  Lista-delle-cose-da-fare-quest’estate.

Invece la quiete mi è voluta saltar addosso… un altro mese di casa silenziosa insomma, rimandiamo ancora. Inizio a pensare che devo mettermi via l’idea di fare le cose in due. Perché, ancora di più adesso, sarà difficile che come tutte le altre coppie avremo modo di fare le cose assieme. Sarà sempre più spesso via, e sarà sempre più spesso anche irrintracciabile.
Questo è il futuro.
Non è brutto se lo accetti per quello che è.
Infondo tutto ha pro e contro… ma mi sarebbe piaciuto almeno iniziare ad abitare assieme per davvero…

Mi sembra di continuare a restare “in pausa”, come quando si deve imparare ad aver pazienza.

E pensare che io invece in Perù ci vorrei andare su una gamba sola, ma come turista (che è tutta un’altra cosa). Tra l’altro lui sarà proprio vicino a Macchu Picchu, che è uno di quei luoghi che vorrei vedere, quindi da un lato mi mangio anche le mani. Gli ho anche proposto “Dai, che ad agosto ti raggiungo!”, ma mi ha fulminato appena ha capito dove volevo andare a parare “Dopo un mese in un container, io voglio tornare a casa e star tranquillo un po’!” mi ha detto.
Uff..

Il popolo andino, quechua, gli indios e nello specifico i nativi peruviani hanno sempre esercitato un grande fascino su di me. Li ho iniziati ad incontrare presto nella mia vita, infatti a scuola avevo un compagno, Jago, che era stato adottato ed era di origini peruviane. Nella mia vita i collegamenti col Perù non sono mai mancati, e anche le testimonianze di chi ci andava in missione, di chi lavorava per i mercatini equosolidali, chi ci andava in viaggio, chi veniva da lì e studiava qui… e Pachamama.
Non l’ho mai scritti su questo blog, ma la Pachamama per me ha un ruolo speciale. Personale.
L’anno scorso leggevo Mamani, Negli occhi dello sciamano, e pensavo proprio che “un giorno sarei andata in Perù e avrei visto quei luoghi”. L’ho ripreso in mano in questi giorni per caso, tra l’altro, e mi viene da pensare che forse qualcuno mi voglia dare “una scrollata”.

In effetti, avevo intrapreso un percorso che per via di tutto il caos lavorativo ho interrotto. Parte di quel percorso si è interrotto proprio quando sono giunta ad un punto che coinvolgeva la “mia” Pachamama. E ora credo che volente o nolente devo rendermi conto che gli impegni sono impegni e mi devo convincere che un problema non si risolve solo dimenticandosi che esiste… la prigrizia non è contemplata.

Quindi ho Luglio davanti a me. Chiaramente  non mi ritirerò in clausura! Ho il corso JobLeader e magari ne approfitto per risentire vecchie amiche e recuperare un po’ di arretrato, ma penso che non potrò rifiutarmi di riprendere in mano qualcosa che avevo bruscamente interrotto.
Forse queste sono “chiamate”, perché nulla capita per caso. E forse non è solo la pazienza che devo imparare prima di poter proseguire con i miei programmi di vita.

Agisci in modo puro.”, “Impara a guardare”, “Aspetta”… ed il silenzio che li accompagna.

©2015 NikeBrianna

©2015 NikeBrianna

©2015 NikeBrianna

©2015 NikeBrianna

Oggi

Siamo arrivati all’antivigilia della partenza.
Sarà che forse non me ne sto veramente rendendo conto, o perchè infondo a me farà ben poca differenza perchè infine in Perù ci va lui, ma per ora sono tranquilla. E voglio restare tranquilla, lui è già scombussolato per tutti e due. Anzi, forse rassegnato è la parola giusta.

Almeno ha avuto modo di fare vaccinazioni e carte (anche se il visto rimane comunque da turista), e preparare tutto con calma. Pensare che dovrebbe essere già là… fa venire di nuovo il nervoso.
Gli ho detto “Guai se io incrocio quel tizio perchè se lo vedo gli rifilo una sberla”. E lui ride.
Ma davvero potrei rifilargli una sberla, a quell’incompetente di merda.

Comunque, con la gioia nel cuore di quel week end proprio non sono riuscita ad entrare nell’animo giusto per celebrare Litha. Neanche per accendere una misera candela. Era tutto inutile.
Odio sentirmi così lontana da quello stato d’animo.
Ma poi mi sono calmata e ho recuperato giovedì sera, con l’esbat di luglio. Il primo almeno.
Avevo bisogno di sentirmi così. Avevo bisogno di fareciò che ho fatto e di “andare” dove sono andata e dire quello che ho detto.
Sono sempre tremendamente criptica nei racconti delle mie celebrazioni, lo so. Ma non ci vuole un genio per capire cosa ho fatto e detto questa volta. Ciò che mi interessa è chiaro, e ho voluto collegarlo ad un lavoro mio per dare alla mia richiesta più forza.
Ho ringraziato per tante cose.
Questo inverno è stato difficile, come salute e come prove da superare. E che non sono finite. Ma almeno alcune sono andate bene e le abbiam superate. Ho ringraziato per i nuovi stimoli, le nuove passioni, le nuove attività, le nuove opportunità.
E ho iniziato a mettere in pratica un piccolo cambiamento nella mia “routine” rituale. Qualcosa che ci tenevo molto a fare almeno una volta, e penso che diventerà un nuovo step obbligato d’ora in poi perchè mi sembra la cosa più giusta da fare.

In conclusione quindi in queste due settimane mi sono preparata al mese che verrà.
Non sarà affatto un mese quieto. Anche al lavoro SO che mi faranno disperare ma “Un passo per volta” affronterò tutto.

Ho visto “After Earth” ieri sera, nella solitudine di casa. A molti non piace, ma a me mette addosso un grande fascino questo film. Mi è rimasta impressa una frase, detta da Will Smith a suo figlio riguardo alla spettralità.  
Dice di aver capito che la paura non esiste.
Dice che è frutto della nostra immaginazione.
Sebbene esista il pericolo, in realtà nulla di ciò che sta avvenendo è veramente pericoloso in quel momento per noi. E’ il nostro cervello che elabora uno scenario che attiva i nostri sistemi di difesa e ci fa immaginare che il pericolo sia più grande di quello che è. Ma in quel momento, non sta avvenendo. Quindi non dobbiamo avere paura di qualcosa che non c’è.
Certo, lui parlava dell’ursa e degli ormoni rilasciati dall’uomo a causa della paura provocata dal pericolo. Che avrebbe peggiorato la situazione. Però in parte dovrei prenderlo come consiglio per gestire l’angoscia e le pare mentali che mi faccio.
Inutile pensare a tutto ciò che potrebbe succedere e starci male, pensa a ciò che sta avvenendo ora, pensa al momento presente e agisci con coscienza nel momento che vivi, passo per passo. Non guardar al futuro. Guarda ciò che ti circonda adesso. E smetterai di avere paura.

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Un pensiero su “Tutto quello che deve avvenire, avverrà. Semplice.

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