Tempo per ponderare

Dovrei imparare a prendere più tempo prima di lanciarmi in qualche lavoro.
Lasciar scemare l’entusiasmo e smorzare l’irruenza del “fare immediatamente” altrimenti mi ritrovo come sempre in mezzo ad una valanga di lavori da fare senza il tempo per farli veramente o per completarli.
Ho quella brutta abitudine di fare il 90% del lavoro e all’ultimo 10% mollare. “Tanto finirò il prossimo giro, manca poco tutto sommato” penso.

Non è che non ho fatto nulla in questi giorni, anzi, ma ora mi sento prosciugata ed incapace di ricaricare le batterie e mi pare di non aver fatto un cavolo. Non ne ho il tempo da un lato e mi smonta quando mi rendo conto che ho fatto il passo più lungo della gamba. E quando finalmente ho del tempo da dedicarci, sono stanca.

Tipo con il mio soggiorno, no.
Per fare un esempio.

Ho deciso di punto in bianco “massì, dai, facciamolo e fuori dalle scatole!” trascinata dall’entusiasmo degli altri (Daniele e mia mamma per lo più), ma alla fine per montarli ho dovuto mettermi io con mio papà.
Avevo in mente di andare a prendere il “pezzo” mancante e con l’occasione fare un’altra parte di spesa-Ikea.
Facendo l’altra parte di spesa-Ikea ho pensato di prepararmi per tempo e ho iniziato a fare tutto un lavoro di riordino e di “archiviazione” fatta come si deve di tutte le carte, bollette, contratti, manuali, certificati, garanzie e così via da poter finalmente mettere via nel nuovo mobile che vorrei portarmi a casa. Un lavoro che devo fare da anni, iniziando questo lavoro quindi ho impegnato il mio tempo lì e mi sono messa alla ricerca di carte che ho perso (facendomi qualche mezzo infarto) e che in parte ho ritrovato.

Daniele dice che sono una maniaca del riordino e dell’archiviazione.
Ha ragione.
Normalmente una persona si accontenterebbe di dividere per tipologia le varie bollette o imposte che gli arrivano da pagare (o anche no, come mia mamma che ha un unico enorme casino mucchio), ma io ho bisogno che siano super ordinate, perché io sono super disordinata e se ho bisogno di qualcosa devo trovarlo subito sennò non so dove andarlo a cercare. Poi il super ordine lo faccio una volta ogni 3 anni e per il resto vige il “ciapa-tra-là”… però non fa nulla. L’importante è farlo!

Ma tutto questo l’ho fatto facendo i conti senza l’oste.
Anche se facessi l’altra parte di spesa-Ikea mi troverei a dovermi montare tutto da sola perché Daniele è via durante la settimana e al week end in sti giorni ha da star dietro a suo papà e a lavori suoi a casa, mentre mio papà ha la schiena bloccata per un’infiammazione allE erniE e, già fa lavori che non dovrebbe fare, non voglio dargli altri casini.
Quindi o mi metto di buona lena io, me stessa e me e mi impegno nelle prossime settimane a montarmi da sola mobilini e mobiletti (i pensili no, aspetto piuttosto… devo ammettere i miei limiti ad un certo punto) o devo rimandare di nuovo  a data da destinarsi i lavori a casetta e quindi accettare che tutto resti in disordine in stile “ciapa-tra-là”.
Tutto perché…. Non ho lasciato tempo al tempo e mi sono buttata a capofitto su ciò che voglio fare senza pensarci troppo, solo per l’istinto di farlo subito guidata dall’entusiasmo del momento.

E ho vanificato i miei lavori, no.
Ora ho tutto un archivio cartaceo (e presto anche in digitale) con tutti i faldoni e cartelline che sono riuscita a mettere assieme che se ne stanno per terra in stanza giù da basso. Ho gli scatoloni carichi di cose che non vedevo l’ora di mettere via in un mobile che devo ancora comprare (ufficialmente per salvarli dall’umidità, ufficiosamente per ricordarmi di non piantar là i lavori) e che mi ingombrano l’entrata. Ho gli scatoloni del mobile che ho già montato (ma non ancora finito; manca il foro per i cavi) in giro per casa che dovrebbero fungere da mockup in scala 1:1 per capire gli ingombri e le altezze per i pensili che voglio metter su. Ho libri un po’ di qua e un po’ di là perché ho finito il posto nella libreria. Ho un casino, che vorrei riordinare e che invece raccolgo in mucchietti a ridosso delle pareti. E dopo questo punto della lista da “sbloccare” ce ne sarebbero altri venti almeno di lavori da fare in appartamento (non sto scherzando).
Tutto perché non ho pensato ad una cosa per volta.

E questo è solo uno dei lavori in cui mi sono imbarcata in sto periodo.
Lavori iniziati e lasciati a metà. Come sempre.

Del resto il fatto è che ho una gran voglia di fare, tante idee per la testa, tanti progetti che mi piacerebbe portare avanti, poco tempo, tanti contrattempi (vedi infiammazione dell’ernia di mio papà e lavori di Daniele) e tante cose da fare tutte assieme.
Sono organizzata “singolarmente” come progetto, ma nel complesso è un caos.
E dimentico sempre che la voglia di fare inizia da quando esco di casa e scompare quando ci ritorno, e alla sera sono troppo stanca per farmi pervadere dalla voglia di fare. Mi accascio sul divano e mi guardo un film. Neanche leggo.

Un disastro, insomma.

Devo imparare a darmi il tempo di ponderare le iniziative che mi vengono e limitarmi a scriverle in agenda (il mio libricino nero verde ottanio segreto segretissimo) lasciandole a vegetare fino a che le idee più strampalate si autoeliminano da sole.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...