Nella nebbia

  

Dopo un sacco di tempo eccomi di nuovo a scrivere un post per il blog. Questo blog, almeno.
Ne avrei di cose da scrivere anche su Pensieri Pagani, a dire la verità. Nelle mie veloci (troppo veloci) ma al contempo infinite pause pranza mi sono fatta delle letture e riflessioni interessanti, che prima o poi quando metterò in ordine i pensieri diventeranno dei post.

Ma per ora, dati i meeeeesi di assenza, lasciatemi spendere due parole per le chiacchiere che sto facendo – mi rendo conto – di recente con le persone che non mi vedono da un pezzo e mi chiedono cos’ho fatto fino ad oggi.
Generalmente rispondo “Bella domanda!”, perché ad un primo colpo d’occhio non mi pare di aver fatto molto, a parte lavorare, portare pazienza, aspettare il tempo per me, leggere, guardare film sul pc, sistemare casa, girare per negozi, tappettare sul cellulare senza un vero scopo se non per semplice dipendenza e dormire… il primo stop cerebrale l’ho avuto lo scorso 8 dicembre con quello splendido ponte lungo. Pace dei sensi per 48 ore filate. E anche le altre 48, sebbene fatte di mestieri e commissioni, non sono state male.

Insomma, in realtà può sembrare che non abbia fatto nulla, è vero. Ma diciamocelo, casina è dignitosamente pulita ed in ordine, ho portato a casa soddisfazioni by Ikea, ho ripristinato una vecchia abitudine molto uicci ovvero l’estrarmi una runa al mattino prima di andare al lavoro, mi sono regalata Photoshop e ho messo gli occhi su un corso interessante che dovrebbe iniziare a gennaio, ho firmato il mio contratto telefonico (ora attendiamo – ancora – che istallino la centralina e poi mi tirino la linea in casa…. Ma dovremmo quasi esserci), ho disegnato molto, ho fatto ordine (!!) nei miei file foto e docs sui vari HDD (voi non potete saperlo ma è veramente un opera ammirevole per una come me che aveva solo 3 carelle: “doc”, “Images” e “Music” solo perché erano preimpostate). Ho fatto anche un sacco di camminate e chiacchierate in amicizia e… sì, nelle sere di solitudine ho anche giocato Uncharted ❤ ❤ ❤

Sì, non è nulla di veramente impegnativo, ma sono tutte quelle cose piccole, insignificanti, che mi facevano sentire padrona della mia quotidianità.
Mi sono anche fatta una cultura di scarpe di calcio, vaccini, cucina veg (sì…), usanze e tradizioni straniere. Del resto i miei colleghi hanno a loro volta le loro manie.

Ho coniato un termine per la categoria di persone come la Miss, le varie amiche VAMP e VIP, la mia vicina Parrucchiera (Fallita) e le Cesarotte come le ho sempre chiamate fino ad oggi. Hanno molto in comune, oltre l’ambiente parrocchiale, a partire dal modo di interagire tra di loro, con linguaggi verbali e corporali spesso in incredibile contrapposizione.
Ho voluto unirle tutte assieme sotto il sacro termine generato appositamente per loro: le Gnao Bao.
Non sono solo donnine. Anche alcuni maschietti dalla dubbia virilità bisogna dire che rientrano alla perfezione nella categoria. Come i vari Prof, Professional, Topolo, e un’altra mia collega (quella con la fissa del veg).

  

Parlando di lei, giusto due parole, è incredibile come possa fotterti il cervello una dieta ben riuscita. Buon per lei che nel giro di 12 mesi ha buttato giù sui 20-30 kg, e che ora è finalmente molto più in forma, grazie a molto movimento fisico ed ad un regime alimentare completamente reinventato, al quale poi si è anche appassionata bisogna dire. Ma personalmente trovo fastidioso che proprio lei vada ora a fare le paternali su ciò che fa bene, che fa male, che fa ingrassare, ciò che è giusto mangiare e cosa no… ma fatti una spaghettata di cavoli tuoi! Buon per te che hai riacquistato la linea che sognavi e la sicurezza personale che ovviamente ne consegue dal vedersi più magre e “belline” senza quei kg di troppo. Questo è naturale, dai! Ma spesso chi ottiene questi risultati… finisce con l’esagerare. Dai, goditi i risultati ottenuti, vantati della tua linea, vestiti da figa, mettiti i tacchi, ma non spaccar le balle se in ufficio mangio crecker normali e non integrali, se amo la mia bistecca al sangue invece del pasticcio veg, se bevo latte di mucca e non latte di soia… VegEsaltata, lei ora la chiamero così.

Nella Gabbia poi le cose diventano sempre più assurde, ma ho come la sensazione che l’anno prossimo alcune cose cambieranno… magari anche per me se la ruota gira.

  

Mi sono come “risvegliata” negli ultimi 15 giorni. Sarà perché rimettendo ordine tra gli scatoloni ho ritrovato i vecchi manga e ho rispolverato vecchie foto archiviate in fondo ad una sotto cartella dimenticata. Mi sono ricordata che una volta mi rilassava stare ore alla scrivania e disegnare, colorare, inventare storie, che una volta le luci mi facevano innamorare e (grazie a Photoshop) che so fare molto di più che usare Timbro Clone e il lazzo magnetico per ritoccare il lavoro che alcuni grafici si fanno pagare senza fare (tra l’altro ricevendo quelle occhiate del tipo “Ma tu che ne sai?”prima e quelle “Ah, beh… non è male” poi) .

  

Forse con il tempo anche le vecchie richieste vengono esaudite, o forse alcune cose semplicemente scompaiono per un po’, assorbite dalla quotidianità per poi rispuntare quando ti serve ricordarti che sai fare anche dei bei lavori, diversi da quelli per cui ti pagano.

Chissà.. forse può essere uno degli indizi che chiedevo a Beltane…

Il mio nuovo obbiettivo per la casina è ricavare uno spazio decente per una scrivania, quindi. Forse per me è una di quelle cose di cui ho bisogno per fare di una casa, la mia casa. Un po’ come l’angolino per l’altare. O la lavatrice. 

 

In questi giorni per riprenderci dalle scorpacciate natalizie ci siamo dati alle passeggiate pomeridiane (perché prima delle 10 io non esiste che esco dal letto, anche se sono sveglia dalle 8). Su tutta la pianura c’è una cappa asfissiante di nebbia e smog che rende impossibile godersi una mezzoretta di camminata, quindi siamo andati su al monte, anche se la nebbiolina grigia si vede anche da lassù. E fa freddo, più freddo, ora che il versante della montagna praticamente non vede più il sole diretto. C’erano i ghiaccioli lungo la parete di roccia e c’erano interi prati con la caliverna che li faceva sembrare azzurrini ed indefiniti.
Al rientro poi ci siamo degnamente consolati.

  

Qui mancano solo le precipitazioni…se dovesse mai fare qualche goccia di qualcosa di sicuro qui si riuscirebbe ad avere anche la neve, ora. Invece, qui giù a valle, continuiamo a galleggiare in questa bolla nebbiosa… un aerosol malsano di schifezze che fa passar la voglia di uscire.

Chissà che venga la pioggia…

Per ora direi che è tutto.
Alla prossima.

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