Equilibrio mentale

Ogni volta che devo scrivere il titolo del post vado in crisi, lo ammetto.
Stavolta devo dire che lo trovo azzeccato.

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Nonostante sia stato un mese molto caotico devo dire che è stato un mese in cui la mia mente ha tirato un sospiro di sollievo.
Sarà complice il fatto che abbia ripreso a meditare con costanza (più o meno) o sarà complice il fatto che mi sono immersa della lettura di Big Magic. Giulia me l’ha caldamente consigliato perché a lei era piaciuto un sacco e lo aveva trovato un vero stimolo personale. Molto giustamente ha ritenuto che potesse essere uno stimolo anche per me ed io che come sempre sono in cerca di stimoli nuovi mi sono fiondata su questa lettura.
In 3 giorni sono arrivata praticamente a metà libro leggendo in ogni attimo libero e confesso che mi sto imponendo di andarci più piano perché quando mi metto a leggere Big Magic mi sento bene, e mi bevo ogni parola come acqua dissetante. La lettura di questo libro mi ha ricordato tutti i miei progetti in sospeso, le storie in sospeso. Che ho coltivato con amore, in forma di disegno, in forma scritta, in ogni altra forma, che ho portato fino ad un passo dal completamento per poi…. non finirle. Sempre. Lo odio ma non riesco ad andare oltre i finali. Stanno lì, in testa, io posso disegnarli, finire di colorarli, finire di scriverli, finire di costruirli… ma alla fine non lo faccio mai.
E’ come se mi rifiutassi di lasciar andare l’idea, perché ci sto bene con lei, lavorare su di lei mi fa sentire come di essere in compagnia di una cara amica, che conosco bene, e che a dirla tutta non voglio lasciare. Quindi tutte le mie storie – perché sono una racconta storie! – sono rimaste incomplete. Tranne un paio a dire il vero. Una storia a fumetti che non mi piaceva affatto e un libro-fan fiction di un centinaio di pagine appena se non ricordo male. Peccato che di queste due storie non ricordi nemmeno la trama mentre dei miei progetti in sospeso ricordo tutto.
Il bello è stato che un sabato pomeriggio mi sono ripresa in mano l’idea (con me dal 2002) della storia a fumetti che ho iniziato a disegnare più di 10 anni fa – incompiuta. Ci ho passato le notti, i pomeriggi, gli estati, con il ventilatore puntato addosso e con il manicotto che mi mettevo su sulla mano per non sbavare a lavorare ed inventare, a dar vita a qualcosa che poi prendeva vita da sola. Io davo il la e lei poi si scriveva da sola.
Ma quando l’ho ripresa in mano l’altro sabato, anche se ero convinta di voler iniziare a scrivere una cosa alla fine la mia idea mi ha portato a scriverne un’altra. E allora ho capito che la Gilbert ha ragione. Ancora.
Lei parla delle idee come delle entità che vogliono nascere, esistere, prendere forma ed essere raccontate. Sono come muse ispiratrici di loro stesse che avvolgono con calore e magia l’artista che facendo da tramite le fa nascere. Lei dice anche che le storie se non vengono raccontate se ne vanno. Ti lasciano. Ma la verità è che la mia idea, la mia storia. Anzi, tutte le storie che non ho finito o quasi, sono ancora qui con me. E posso finirle, posso dar loro vita, anche se mi rendo conto che nel frattempo io sono cresciuta e cambiata e forse questo potrebbe influire sul risultato finale.

Chiedo scusa, mi sono lasciata prendere dai pensieri, ma questo libro mi ha come svegliato dentro. Parla ad una parte di me che aveva bisogno di ogni parola della Gilbert. Aveva bisogno di ricordarsi di se stessa.
Questa è la vita creativa. La mia vita creativa.
Che comprende le mie storie, le mie passeggiate, le mie meditazioni… e posso dire? Mi pare anche di essere anche più efficace al lavoro.
In questo periodo che sto organizzando da sola due corsi, con tanto di attività “social” che invidio da morire ai corsisti perchè dopo una mattina di corso al pomeriggio vanno prima in visita alla Venaria Reale e poi il giorno dopo al Museo Egizio, a Torino. Caspita…. quanto vorrei poterlo andare a visitare anche io… poi c’è il corso dentale la settimana dopo. Sembra incredibile ma la cosa più difficile sono gli italiani. Per i messicani con il loro programma social non ho penato tanto quanto un solo giorno per gli italiani.
Comunque, nonostante al lavoro ci sia un sacco da fare io sono stranamente in balance e pronta a sistemare tutto quello che c’è da sistemare. Anche se Topolo fa l’offeso perché si sente tagliato fuori dal corso messicani e anche se saltano fuori vegani e vegetariani all’ultimo a scombinare i piani, se ci sono imprevisti o se semplicemente le cose non vanno come vorrei.
Mi dico, Andrà tutto bene. Stai tranquilla.
E funziona.

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E poi, sono arrivati loro, gli Animal Spirits.
Dire che sono belli è riduttivo.
Confesso che mi piacciono molto di più degli Wild Unknown della prima edizione. Che sono comunque qualcosa di stupendo, ma gli Animal Spirits… hanno una marcia in più. Almeno per me.
Hanno il packaging grigio con riflessi cangianti, e le carte sono divise in 5 gruppi: Terra, Aria, Fuoco, Acqua e Spirito. Ogni gruppo ha degli animali legati a quell’elemento e non sono mai scontati.
Sono il mio nuovo compagno e confesso che mi ha fatto ragionare su alcuni nuovi aspetti della divinazione e di me stessa.
Per gli amanti degli oracoli in genere penso che questo mazzo sia un  must have.

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Quindi l’ispirazione ha controbilanciato lo stress ed il caos in questo periodo, tanto che ho preso con filosofia il fatto che l’assicurazione abbia “bloccato” per motivi di gestione interna la mia pratica non assegnandomi un perito fino a che io non ho iniziato ad importunarli tutti i giorni al telefono. Poco prima della pausa pranzo. Per essere più fastidiosa. Poi ho preso con un po’ meno filosofia il “colpo della strega” causato dall’incidente secondo il mio medico che mi ha bloccato nell’unico giorno di ferie che avevo preso per andare a Gardaland con Dani (ora dobbiam aspettare che il meteo si aggiusti…. dopo metà giugno). Infine ho preso con filosofia il fatto che nonostante abbiano tirato la Fibra nella mia via non si sappia ancora quando sarà attivata…e i miei potrebbero già averla, ma non la fanno perché tanto… a loro che serve?

Insomma, sono in perfetto equilibrio emotivo.
Sto in pace, mi godo i miei adorati pensierini felici e a chi me lo chiede rispondo sinceramente dicendo che Sto bene.

 

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