Come sopravvivere alle “Giornate no”

Queste settimane non fanno che peggiorare.
E’ come uscire da un incubo a fine giornata, andare a dormire e svegliarsi solo per rituffarsi in un incubo nuovo il giorno dopo. Non sono neanche cosciente di avere una visione così negativa finché non mi ritrovo verso le 10.30 a dirmi “Ce la farò, dopo mezzora, a trovare 2 minuti per andare in bagno?”. E li trovo, eh. Solo che anche se inizio la giornata con le migliori intenzioni, con i pensieri positivi, e aspettative rosee finisce sempre che arrivo a fine giornata che vorrei solo seppellirmi sotto tre tonnellate di coperte e non uscire più.
” Dimenticami, mondo!”.

Capita anche a voi di sentirvi così? O capita solo a me?
Ci sono dei periodi, nei vari mesi di lavoro, in cui il tempo è un continuo emergere e rituffarsi nel caos delle cose da fare. È un tram tram che prosciuga le mie energie e non mi lascia forza per altro. Mi dimentico le cose, sono arrabbiata, non mi sento ispirata.
Non serve dirvelo dopo questo post quanto la mancanza di ispirazione nella mia vita sia causa di stress (anche se questo post l’ho scritto per Pensieri Pagani, potrebbe essere validissimo anche per Walking in Circle). Quindi cosa faccio quando, come oggi, realizzo che sono troppo dentro la mia spirale di pensieri cupi e frustrati e sto vivendo una “giornata no”?
Risposta: mi ricordo com’è essere… innamorati.
Sì, innamorati.

Quando m’innamoro sento le farfalle nello stomaco e tutti i pesi che ho sulle mie spalle sembrano diventare di colpi più leggeri.
E mi sono innamorata spesso. Di persone, di idee, di un desiderio, di un obiettivo da raggiungere, di un sogno nel cassetto, di un progetto, di qualcosa di nuovo ed entusiasmante. Di un viaggio. Di un futuro possibile.
Nei momenti in cui sono giù ripenso a questo. E mi faccio rianimare da queste emozioni.
Tiro fuori dal mio cassetto tutti i miei pensieri, tutte le cose belle che conservo, e le sfoglio come un album di foto.

Ieri poi, grazie a Facebook Memories (ogni tanto è utile), ho ricordato una cosa che avevo dimenticato.
Il sogno che coltivo nel cuore oggi e la passione che ho “ricordato di avere” la stavo già riscoprendo 8 anni fa, questo stesso giorno. Ed io lo avevo dimenticato!!
Come si può dimenticare una cosa così? Non è successo perché non era importante per me, ma perché la vita mi ha portato da un’altra parte.
Confesso però che ritrovarmelo in bacheca la mattina aprendo Facebook mi ha fatto bene – dopo avermi fatto sentire una pirla per non aver colto l’occasione 8 anni fa quando ancora potevo scegliere cosa fare della mia vita e avevo TEMPO per studiare seriamente 24/7 ciò che mi piace.
Mi ha fatto bene perché è una conferma che sto tornando in carreggiata dopo essermi persa questi ultimi anni.
E non è neanche vero che mi pento tutto sommato di aver percorso questa strada.
Se non l’avessi percorsa molto probabilmente non sarei diventata la persona che sono adesso.

Quello che voglio dire è che, anche se la mia giornata resta comunque difficile e da incubo, mi consolo dicendomi che la mia vocazione -se così vogliamo chiamarla – è genuina, e salda. Che i miei progetti sono miei, non tirati da qualcos’altro di esterno. Nascono da me e da me possono essere portati avanti.

L’ispirazione, l’amore, la passione sono quello stato mentale in cui vorrei sempre essere. So che vanno e vengono questi innamoramenti, ma so che continuando onestamente per la mia strada torneranno sempre.
Come oggi, che immersa fino alle ginocchia dallo schifo riesco ad uscire dalla mia spirale di pensieri negativi e ricordarmi che cos’è ciò che amo e chi sono.

Vorrei dirmi che tutto è possibile anche a trent’anni, quando il tempo per studiare sembra finito, che in realtà si può mollare tutto e ricominciare, ma per quanto sarebbe bello crederci… non è così!
Il tempo per studiare è limitato, ed io il mio l’ho esaurito.
Vuol dire che, carica della mia ritrovata buona ispirazione e dell’entusiasmo delle nuove idee, mi debba arrendere? No. Vuol dire solo che è più difficile.
E che in giorni come questo, il mio sogno nel cassetto e la mia voglia di fare mi lanciano una fune di salvezza mentre mi sento sulle sabbie mobili.

E sono fortunata.
Tutti nella nostra vita dovremmo avere queste “funi di salvezza”.
Che sia l’amore, la famiglia, l’amicizia, una nostra passione o un hobby, uno sport, un ideale, un Dio o una Dea, un percorso spirituale… tutti dovremmo averlo, e ricordarci in quei giorni che sembrano schiacciarci che noi siamo di più.

Se a qualcuno di voi capita e non sente di avere una “fune di salvezza”, cercatela.

Cosa amate fare per rilassarvi?
Per distrarvi?
Per sentirvi voi stessi?
Avete sogni nel cassetto?
C’è qualcosa che vorreste imparare?
Cos’è che vi ispira?

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