3 buone domande per fare la scelta giusta

Avete mai visto il film “Yes Man”?
Bene. A me è piaciuto un sacco, anche perché non fa solo ridere ma fa riflettere sul proprio atteggiamento rispetto alle varie opportunità della vita.
Se non l’hai visto (ed è un peccato perché Jim Carrey in questo film è fantastico), ecco in breve la storia senza spoiler:

Un uomo uscito da poco da una relazione sentimentale si ritrova a vivere una vita nella cosiddetta comfort zone, rifiutando a scatola chiusa nuove iniziative, uscite con gli amici e chiudendosi in se stesso, facendo solo le cose che conosce, fino a che non incontra un ex collega che lo porta ad una conferenza sul “dire sì” tenuta dall’autore di un libro che parla proprio di questo.
Il relatore della serata prende proprio il nostro protagonista come esempio di “No man” e, incitato dalla folla, lo sprona ad affrontare la vita con un approccio nuovo, più aperto e a dire sempre di sì d’ora in poi a ciò che gli viene chiesto. Il protagonista accetta, tirato dallo slancio emotivo dell’uomo e di tutte le persone in sala, ed inizia questa nuova avventura.
E dirà si proprio a tutto! Ciò lo porterà a farsi nuovi amici, conoscere una nuova ragazza, imparare a suonare la chitarra, salvare una persona dal suicidio (tra l’altro proprio grazie al corso di chitarra), recuperare il rapporto con i vecchi amici, migliorare la sua posizione lavorativa, imparare una lingua nuova, viaggiare, infilarsi in situazioni assurde e fare tutta una serie di cose che animeranno la sua vita e gli faranno fare esperienze che non avrebbe mai pensato di fare.
Ma ad un certo punto l’eccesso del suo comportamento (il dire sì indistintamente a tutto ciò che gli si chiede) esploderà ed il protagonista finirà col capire che ciò che voleva insegnargli l’autore del libro sullo “Yes men” non era dire sì a tutto, ma l’aprirsi alle nuove possibilità riguardo alla vita e scegliere di dire anche sì alle cose nuove, di buttarsi e di non avere paura.

Quindi morale: la moderazione viaggia in due sensi. In questo caso verso lo “Yes Men” se sei un “No Men” e verso il “No Men” se sei uno “Yes Men”. Ci vuole un equilibrio tra i due “Men” per saper dire di sì o di no coscientemente.

Perché questo preambolo?

Perché vorrei parlare di quando accettare o rifiutare qualcosa di importante (un lavoro, una relazione, un’amicizia).
Io sono sempre stata tremenda nel prendere le decisioni; mi vengono sempre mille dubbi, vorrei fare mille cose e a volte mi lascio prendere la mano ed esco dal seminato, staccandomi dalla realtà, però nel tempo ho imparato una cosa importante quando si deve decidere se accettare o no un qualcosa, che comporterà un cambiamento nella propria vita. Farsi le domande giuste.

Innanzitutto, io ero una “No Man” che amava la sua comfort zone (ed in parte la ama e odia ancora).
Ho accettato che il cambiamento fosse inevitabile. E lo è, perché rimanere aggrappati con le unghie e coi denti alla banchina della stazione non ci aiuterà affatto quando si è a bordo di un treno in corsa. Siamo vivi e circondati da persone vive e ciò comporta che le cose siano sempre in movimento e che questi movimenti producano dei cambiamenti. Dobbiamo accettarli e capire che possono essere tanto positivi quanto negativi. Sta a noi scegliere i cambiamenti giusti.

E come si scelgono i cambiamenti giusti?
Eh, a volte buttandosi. Mai ad occhi chiusi, ma spalancati e pronti a cogliere tutto ciò che succede attorno a noi e poi… via il dente via il dolore.
Bam, ho prenotato quel volo per andare una settimana a Parigi che volevo fare da tanto. Non ho l’hotel, non ho un programma, non ho neanche la certezza di poterci andare davvero perché il lavoro/la scuola/l’università/la famiglia/la salute/i soldi… però io intanto l’ho fatto. Poi lascerò che l’onda dell’entusiasmo ed il mio impegno realizzino il mio cambiamento.
Questo è solo un esempio, ma rende bene l’idea (soprattutto se come me quando viaggi vuoi avere tutto programmato e sistemato molto in anticipo).

Ma ci sono scelte che hanno un peso diverso da un viaggio. Ad esempio cambiare lavoro, sposarsi o avere un bambino, mettere fine ad una relazione o iniziarne una nuova dopo una delusione.
Come fare?

Prima domanda

Prendiamo l’esempio del lavoro.
La prima domanda da farsi in questo caso è: Cosa voglio? O Cosa voglio ottenere?
Voglio un lavoro per “sopravvivere” perché mi servono soldi? (OVVIO che servono soldi se si cerca un lavoro, la keyword è sopravvivere)
Voglio trovare un lavoro in una azienda diversa (più strutturata, meno strutturata, più solida, con più persone, con meno persone….)?
Voglio trovare una professione diversa?
Voglio trovare la professione che faccia per me?
Diciamo che ci diamo una risposta, che ovviamente sarà la risposta “ideale”.
Ora chiediamoci: Davvero?
Caliamo la nostra risposta ideale nella realtà. Qui subentrerà di sicuro la nostra forza di volontà, la nostra razionalità, il nostro coraggio, la nostra sicurezza personale, la fattibilità della cosa.
La nostra risposta ideale è ciò che cerchiamo davvero?
Non è che quello è il mio sogno ma in realtà quello che cerco non è proprio solo quello, ma mi andrebbe bene anche qualcosa di simile purché sia anche reale?

Seconda domanda

Quindi, per ottenere questo A cosa siamo disposti a rinunciare?
Perché a qualcosa dovremo rinunciare. Che sia tempo, sicurezza, comfort zone, indipendenza, tranquillità, orgoglio, affetti, famiglia, tempo libero, sogni, ecc.
Quanto vale per voi ciò a cui rinunciate? E cos’è che invece non accettate di rinunciare?

Questa è l’altra  domanda.
Ci sono dei limiti che una persona non supera.
Limiti etici, morali, giuridici, di pudore, di orgoglio, di sacrificio.
Quali sono i vostri? Accettereste delle avances pur di avere il posto? Fareste le scarpe al collega pur di avere una promozione? Denuncereste un comportamento scorretto, ad esempio il mobbing aziendale, se fatto a qualcun altro o a voi? Accettereste di lavorare per un prezzo/valore inferiore rispetto al lavoro che fate? Sareste disposti a modificare chi siete per diventare ciò che il lavoro esige che siate (sia fisicamente, come la pettinatura o i piercing che eticamente come valori personali)?
Qual è il vostro limite?
Ditevelo già da ora, perché ad esempio se siete persone insicure può capitare che siate più arrendevoli sui limiti che potete accettare anche se a lungo andare possono togliervi serenità.

Terza domanda

E ovviamente, nel fare una scelta c’è da domandarsi il perché.
Perché?
Perché quella risposta ideale, quella elasticità o meno a portare il vostro ideale nella realtà, perché quei limiti?

E poi?

Fatto tutto questo avrai chiaro in testa il tuo “core” diciamo. Quello che vuoi.
Ora immagina.
Mettiamo che ti abbiano proposto un lavoro economicamente alla pari rispetto all’attuale, in un’azienda più piccola, ma più vicino a casa, che ti permette di fare il lavoro che ti piace, che sai fare e che ti gratifica professionalmente e devi scegliere se accettare o no, ma hai dubbi sul tipo di persona che sarà il tuo titolare e con cui lavorerai gomito a gomito perché ti dà dei segnali controversi che non sai come interpretare, anche se comunque tu sei certa della sua professionalità.
Immagina come sarebbe se accettassi. Come sarebbe?
E se dicessi di no. Come sarebbe?

Quello che ti immagini in uno o l’altro caso, ti piace?
Come ti senti al riguardo?

In questo momento ascolta “la pancia” e le emozioni che provi.
Tolta la paura, l’insicurezza, l’angoscia.
Diciamo che hai fatto il salto, nuova azienda, nuovo tutto. Com’è? Come ti senti?
Oppure hai deciso che no, non è l’occasione giusta e non accetti. Come ti senti? Cosa faresti?

Qualche consiglio

Un consiglio che ti posso dare è: Ascoltati.
Il tuo istinto sa da sé cosa hai scelto, è la tua testa che ha ancora dubbi. Ascolta il tuo istinto (non la paura).
Sii onesta con te stessa.
Cerca di fare delle scelte che ti rispettino e che puoi accettare, amati.
E non chiudere la mente alle possibilità. Datti una speranza per il futuro.
Non pensare, se ad esempio rifiuti, che non ci saranno altre occasioni, che non troverai altro, che è un treno che passa una sola volta nella vita…. C’è un momento giusto per tutto nella vita di tutti. Quello che devi capire è se quel momento è il tuo oppure no.

Lo so non è la ricetta magica per la risoluzione dei problemi e dei dubbi (che resteranno perché è normale avere paura prima di un cambiamento),  ma sono delle buone domande da farsi per analizzare bene la situazione e prendere la decisione più giusta.

Con me questo sistema funziona.
Spero possa essere utile anche a te.

Allora, tu cosa sceglierai?

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