Piccoli tesori

La scorsa settimana è stata… soffocante.  Non che quella appena passata sia stata migliore…Tra preparativi e trasferta ho veramente passato giorni impegnativi ed il mio “Chiaransione” (che per chi non lo sapesse è il nome che ho dato al mostro che ogni tanto mi attanaglia lo stomaco e che comunemente viene chiamato ansia) mi è stato in groppa tutto il tempo per lasciarmi solo quando finalmente sono scesa dal treno e con una fame di solitudine e voglia di isolarmi dal mondo. Ma io sono sempre così, lo sono sempre stata anche all’università e nel lavoro poi: quando mi trovo a fare uno sforzo eccessivo ed il Chiaransione mi tormenta poi resto spossata e mi chiudo a riccio per qualche giorno.

Infatti anche per questo ho saltato il post della settimana scorsa… a volte sono così dentro la spirale di cose soffocanti e caotiche che non riesco a trovare un singolo barlume di cose che vanno bene. E non volevo scrivere un post così.

Ho resistito. Come dicevo nello scorso post.

E ce l’ho fatta. È passata. Ed ora che ho superato il mio nodo intricato lungo il percorso, posso tirare un sospiro di sollievo.

È stato anche un periodo di brutte notizie… di cui però non ho voglia di parlare nel dettaglio, ma sabato scorso tra un momento di ansia e di frustrazione e l’altro ho trovato un giorno, una piccola parentesi, di sole.

Al mattino sono stata ad Abilmente con la Kikka. Mi sono sfinita tra gli stand ma mi hanno fatto venire delle idee interessanti su certe cose che potrei fare. Ho anche acquistato un libro al riguardo per capire se c’è un ponte tra il sogno e la realtà. Chissà, magari potrei parlarvene più avanti.
Poi, cercando cose a caso per casa (in realtà stavo controllando che il riscaldamento partisse visto che proprio sabato ho ceduto e l’ho acceso) ho trovato una busta abbandonata. Era lì ancora dal trasloco evidentemente. E siccome io sto ancora cercando un pentacolo “scomparso” ho pensato di guardare lì dentro. E ci ho trovato…. Cose che avevo dimenticato.

Lettere, bigliettini di auguri, cartoline, foto.
E anche dopo aver letto quelle parole mi domandavo “Ma davvero io ho già letto queste parole” o “ho già visto questi biglietti”? Avevo cancellato ogni ricordo in merito. E non sto parlando di eventi passati da anni e anni. Ma solo da 6-7 anni.

Erano parole di amore, di amicizia, di felicità, di ammirazione che non mi aspettavo di ricevere. Alcune erano parole di ammirazione per il mio percorso solitario e spirituale, a dispetto di tutti, altre erano parole di ammirazione per il tipo di persona che sono e per come sono (uditeudite) acculturata e  creativa… mi hanno ovviamente fatto piacere queste parole. Ritrovate per caso un sabato tra la polvere e gli scatoloni.
Ma mi hanno fatto riflettere.
Non mi sono mai vista così. Non mi sono mai vista “acculturata”, o “creativa”, né particolarmente solare come mi descrivono, o importante o addirittura necessaria.
Non so perché abbia dimenticato tutto questo. Mi hanno dato una forza inaspettata e mi hanno portato a chiedermi perché nella mia testa sono così sciocca da ricordare solo le parole negative, le lettere di delusione, di addio, di dolore, di veleno che invece ho ricevuto quando ci sono persone che mi hanno cercato, mi hanno ringraziato, amiche che mi hanno vista come non pensavo sarei mai stata vista. E come non mi vedo neanche ora a distanza di anni.

Perché siamo così?
Perché dimentichiamo queste belle cose che ci succedono?
Tratteniamo solo ciò che ci fa soffrire perché il nostro cervello lo ricorda più facilmente, per chissà quale sadico motivo.
Così scesa dal treno e liberatami del Chiaransione ho preso un bel foglio di carta e ho scritto tutte le cose belle che mi hanno scritto o detto le persone. Mi sono sforzata di ricordare. Al di là della delusione che posso avere provato poi. Ho voluto prendere tutte le cose belle e appuntarle così come sono arrivate, pulite dalle cose negative. Le ho impaginate per bene e ne ho fatto un miniposter che mi sono appesa sopra alla scrivania.
E continuerò a coltivarlo.
Voglio essere la persona che queste persone vedono a 360 gradi, anche dentro di me.

Non ho finito con questo grosso nodo lavorativo, ho molto lavoro da sbrigare, ma per fortuna per me questa volta il Chiaransione posso richiuderlo dentro al suo armadio e dedicarmi ad un lavoro tutto mio personale e completamente diverso.

Non so se qualcuna di quelle persone passerà mai per questa pagina, ma se passassero… Ragazze, grazie! Vi voglio bene!

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