Come raccontarci sui social

Non so dirvi quanto sono contenta che sia finito Ottobre. È stato un mese carico e per fortuna non solo di cose pesanti ma anche di cose belle.
Come l’inizio di due corsi, uno dei quali si è anche già concluso come già vi raccontavo la settimana scorsa.
Ne sono rimasta soddisfatta e penso che vi racconterò altre cose uscite dal corso nei prossimi post.
Volevo però scrivere qualcosa riguardo ad una riflessione che ho fatto e che questo corso mi ha confermato ancora di più.

Ne avevo già discusso tempo fa con Giulia ed è la questione visibilità sui social e rapporto lavoro/social.

Quando sono stata assunta, chi mi ha selezionato è andato a vedere il mio profilo FB che all’epoca era ancora completamente pubblico.
Quando l’ho saputo, qualche anno dopo, confesso che il primo istinto è stato di sentirsi “violata” in qualcosa. Non saprei ben dire in cosa.
Sono cosciente che ciò che pubblichiamo sui social è visibile e che
decidiamo di pubblicarlo e renderlo visibile, eppure quando ho saputo che quella persona – ma poteva essere chiunque – aveva curiosato sul mio profilo per decidere se ero “meritevole” oppure no… mi sono un po’ vergognata.
Perchè? Perchè non avevo pensato che quei contenuti potessero servire a valutarmi in ambito lavorativo. 
Chi non ha qualcosa sul proprio profilo che non vorrebbe che un reclutatore vedesse?
Io all’epoca in effetti non avevo nulla che non andasse – né ce l’ho ora – eppure da allora ho deciso di tenere alcune cose solo per me. All’inizio avevo deciso di non pubblicarle, poi ho capito che potevo pubblicarle, ma in un posto diverso con un profilo diverso.
In particolare parlo di ciò che riguarda la mia spiritualità.

Ora, ricordo che un po’ di tempo fa era nata una polemica sul fatto di “vergognarsi” di essere ciò che si è e di “nascondersi” con profili o pagine fake.
Oggi come allora mi sento di confermare che avere due profili sia la scelta più giusta, perché sui social non si può mostrarsi interamente per ciò che si è.
Bisogna sempre avere ben presente con chi stai parlando.

È come quando racconti una storia: ci sono molti punti di vista per la stessa storia e a seconda di chi tu hai davanti devi raccontare ciò che ha veramente interesse.
Quindi la questione, ho capito, non è tanto quella di “vergognarsi” o “nascondersi” ma quella di raccontare qualcosa di te a delle persone che siano interessate a quella parte di te.
Ecco quindi che ho creato la pagina FB “NikeBrianna” ed il blog “Pensieri Pagani” per la sfera spirituale e ho tenuto il mio profilo FB personale neutro.
Tra l’altro grazie al corso ho creato una pagina FB “Chiara Pasin – Communication & Graphic Design” in realtà per un’esercizio del corso, ma ho deciso di tenerla e di pubblicare lì alcuni post di questo blog, notizie, articoli e cooose di comunicazione, marketing, social media marketing, grafica, ecc ecc.
Non si tratta di dividere, semmai di unire.
Unire pezzi di me a persone che voglio sapere quella parte della mia storia. Ma io resto sempre io. Per fortuna!
E confesso che avendo due “canali” diversi riesco anche ad esprimermi più liberamente (verrà il giorno in cui dividerò anche l’account Instagram, giuro).
Il fatto è che i social che noi usiamo normalmente, nei nostri profili personali, nella maggior parte dei casi non li capiamo. Non riconosciamo il loro potenziale. Da Facebook ad Instagram e pure Linkedin che per me è sempre stato un social freddo e molto lontano da ciò che volevo raccontare.
Dobbiamo imparare a vedere i social non come bacini dove riversare tutti noi stessi ma come luoghi dove promuoverci.

Perchè tutti sono su Facebook (si, tutti. Vi basti pensare che mio papà che non voleva assolutamente Facebook alla fine ha avuto il suo profilo grazie ad uno scherzo dei suoi amici… ed ora lo usa almeno quanto me, se non di più) e tutti ci guardiamo a vicenda.
Il segreto che sembriamo avere dimenticato è che tramite i social noi comunichiamo qualcosa di noi a chi ci guarda (=amici e curiosi) e che per non comunicare qualcosa basta non postarlo. O postarlo da un’altra parte, come ho deciso di fare io.
Ecco perchè non si tratta di dividersi, ma di unirsi ed esprimersi nel modo corretto.
Quindi a distanza di anni ho capito che è normale che chi ci vuole assumere vada prima a vedere che persone siamo sui social ed è ugualmente normale che ci giudichi anche sulla base di questo.
Quindi, consigli:

  • Mettere la visibilità ai post sempre su “amici” e non “pubblica” a meno che non ci sia qualcosa che voi scegliete di fare vedere a chiunque voglia vedere chi siete
  • Selezionate ciò che pubblicate, diventerà un dettaglio sul vostro viso. Un brufolo o un velo di ombretto.
  • Se qualcosa è compromettente, non pubblicatelo. Sarà successo anche se non è visibile sul vostro profilo. Ve l’assicuro.
  • In alternativa se volete pubblicarlo a tutti i costi potete:
    • Aprire una pagina FB e pubblicare tutti i contenuti di un certo tipo lì come ho fatto io
    • Aprire un gruppo su FB con i vostri amici, chiuso o segreto, e pubblicare lì le foto imbarazzanti delle vostre serate di festa
  • Se lo fanno i vostri amici, chiedete che non sia postato su FB o se vi taggano, staggatevi per lo meno. Sì, è un vostro preciso diritto, quindi esercitatelo se necessario.

I social sono la nostra fotografia del tipo di persona che siamo, non solo per le foto o i post, ma anche per come commentiamo, a cosa mettiamo like, chi seguiamo. Può sembrare antipatico ed esagerato, ma è così.
La cosa migliore da fare non è sperare che i social si adattino a noi, ma adattarci noi ai social. Perchè il nostro mondo ormai funziona così. E anche voi infondo li usate cosi, i social. Se vi interessa vedere chi è, ad esempio l’ex del ragazzo che vi interessa, voi andate a cercarala sui social e cercherete da ciò che ha postato pubblicamente di capire chi è. Ci potrei mettere la mano sul fuoco che è così.

Quindi siamo onesti. Non possiamo usare i social in malo modo e poi lamentarci che ci vedono solo in quella maniera, che la gente si fa gli affari nostri e che è pieno di curiosoni che hanno buon tempo nella loro vita.

Sì, è così. La gente ci conoscerà prima dai social e poi, se capita, di persona.
Quindi agiamo di conseguenza e decidiamo noi come mostrarci agli altri.

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4 pensieri su “Come raccontarci sui social

  1. Flavia ha detto:

    Questi posts si stanno rivelando sempre più utili ed interessanti. Per un po’ di tempo mi ero imposta di scegliere di cosa voler parlare sul mio blog, scegliendo un tema, quindi ho scelto la letteratura e le lingue, ma poi ho capito il potenziale di un altro tema che mi appassiona, quindi ho creato due blog, so bene che sarà difficile gestire entrambi, ma vedo come la cosa sia decisamente più pulita. Sto pensando, altre alle pagine FB di creare due account IG differenti, per incanalare meglio dei potenziali lettori.

    Piace a 1 persona

    • nikebrianna ha detto:

      Si, è la linea che ho deciso di seguire anche io! Penso che così il tipo di utenti che sono interessati ad una cosa o ad un’altra possano trovare più facilmente ciò che gli interessa ed aiuta anche me a capire qual è il focus dei miei post!👍🏼 quindi condivido la tua stessa linea!

      Piace a 1 persona

  2. ElenaRigon ha detto:

    Nel tuo post ho rivisto l’evoluzione del mio rapporto con fb: inizialmente ero libera.
    Poi quando mi sono resa conto che tutti sapevano cosa facevo ho iniziato ad eliminare le amicizie inattive: tutti coloro che c’erano ma non erano presenti, attivi, erano potenziali cavalli di Troia, quindi anche se ottimi amici nella vita reale per me non avevano senso come contatto di fb.

    Questo mi ha creato alcune situazioni spinose.

    Incautamente pubblicavo tutto col profilo pubblico (non conoscevo la gestione della privacy).
    Un giorno il titolare della ditta per cui lavoro mi ha ripresa per una cosa che avevo scritto, riferita al lavoro.
    Era implicita ma chi sapeva capiva.
    Mi è crollato il mondo addosso: lui non aveva nemmeno un profilo, come poteva leggere le mie pubblicazioni? Foto in costume, frecciatine, racconti di vita quotidiana privata…

    Mi sono vergognata per lui e per la sua morbosità e ho chiuso, nel senso che ho creato un gruppo molto ristretto di persone con cui condividere le mie cose.

    Poi ho aperto il blog: tutta la curiosità per ciò che scrivo è evaporata, su WordPress potrei anche scrivere il pin del bancomat che nessuno mi considera.

    Così ho aperto la pagina FB in parallelo al mio blog: per avere qualche visualizzazione devo scrivere per esteso, non mettere il link.

    E comunque se scrivo lo stesso post sul profilo prende una 30ina di like di media, sulla pagina è tanto se arriva a 10.
    Eppure la pagina ha un numero maggiore di seguaci, rispetto ai miei contatti sul profilo personale.

    Quindi sono molto perplessa su quale sia la via migliore per ottenere visibilità.

    Certo che con la pagina mi sento più protetta, ha una veste meno immediata che la rende più formale.

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