Per farti leggere devi pensare a come ti leggono gli altri

Ne avevo già parlato di come fosse diverso il modo in cui leggiamo un testo stampato e un testo sul web.
Steve Krug diceva “We don’t read pages. We scan them” (Non leggiamo le pagine. Le scansioniamo). E aveva assolutamente ragione.

Quando siamo sul web le nostre azioni sono veloci, rapide. Sembra che non ci sia mai abbastanza tempo. Come facciamo a non far perder tempo ai nostri utenti che hanno così tanta fretta?

Chissà forse è un retaggio rimasto da quando la connessione internet si “pagava a tempo”, o magari è qualcosa dovuto allo stile di vita che facciamo, navighiamo in rete con il nostro cellulare finché siamo in treno, in fila alla cassa , finché aspettiamo che ci portino il caffè al bar.
O forse è che ormai la rete è diventato un luogo dove noi andiamo a cercare risposte, qualcosa a cui ci rivolgiamo quando siamo in cerca di qualcosa.

Insomma, ormai del web ci siamo abituati a fare un certo uso.
Ecco quindi che se vogliamo catturare l’attenzione dell’utente e far sì che si interessi a noi e al nostro sito dobbiamo capire come esser il più efficaci possibile!

Facciamo un elenco di ciò che dobbiamo sempre tenere a mente quando dobbiamo progettare una pagina web che sia facilmente leggibile.

  • Le persone sul web non leggono in modo sequenziale

    Ce lo diceva Krug, ed è rimasto un concetto valido.
    E cosa cercano? Ma è ovvio, cercano parole significative in grado di rispondere alle loro domande.
    Facilmente saranno le stesse che ha digitato sul motore di ricerca per effettuare la ricerca, ecco perché è importate inserirla e ripeterla almeno nella prima parte in alto dell’articolo (quella che compare senza che debba scrollare la pagina).

  • L’occhio viene attratto da punti di riferimento enfatizzati.

    Poiché l’utente non legge in modo scorrevole, ma scansiona la pagina, con degli espedienti grafici e di formattazione possiamo “guidare” l’occhio per comprendere molto velocemente il contenuto dell’articolo.
    Ecco allora che l’uso sapiente dei colori, dei grassetti e degli elementi grafici diventano ottimi alleati.

  • Vado a contraddirmi, non è vero che nel web non si legge!

    O meglio, si è solo più selettivi su quali testi fare lo sforzo di leggere rispetto ad altri.
    Una volta che un testo ci ha convinto, con i segnali e le keyword giuste, noi quel testo se vogliamo saperne di più lo leggiamo (Ciao, Krug!).
    Sceglieremo perciò un testo che sia facile da leggere, non ci affatichi la vista, e che allo stesso tempo sia di qualità in quanto a informazioni e contenuto del testo stesso (sennò perché leggerlo?).

    Mettiamo che l’utente arrivi sulla nostra pagina web.
    Che facciamo?
    Ecco i 7 consigli di Luisa Carrada (www.mestierediscrivere.com)

    1. Evitiamo i “muri di parole”, scandiamo il testo in più paragrafi, brevi, magari con un loro titoletto, breve, che aiuti a cogliere il contenuto a colpo d’occhio.
    2. Scegliamo un ottimo titolo in abbinamento con un sottotitolo, magari. Che informi e incuriosisca. La maggior parte delle volte è l’unica cosa che l’utente leggerà, quindi se non lo convince quello, per quanto fantastico poi possa essere il tuo articolo, l’utente passerà ad altro.
    3. Scrivere prima di tutto la cosa più importante…o qualcosa che incuriosisca.
      Una buona storytelling inizia intrigando il lettore con qualche espediente che gli faccia capire che lì troverà ciò che cerca, che il tuo articolo gli sarà utile e che deve solo continuare a scorrere il mouse (sì, perché moltissimi sono gli utenti che leggono il testo tenendo il punto della lettura con il mouse!).
    4. Usare una sintassi semplice e piana. Insomma niente frasoni lunghe ed eterne, frasi semplici, brevi e veloci da leggere e capire (e da guardare!).
    5. Scegliere le parole giuste. Parole precise, concrete, che facciano vedere cose e suscitino emozioni. Sintassi semplice, ma lessico ricco!
    6. Usare gli stili di formattazione in modo coerente. Guidano l’occhio del lettore, occhio a non farli finire fuori strada!
    7. Linkare tutto ciò che è spiegato meglio altrove. “Do what you do best and link the rest”.
Fonte:
Web Usability, Jacopo Pasquini e Simone Giomi.
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