Nella testa di NikeB… Marzo

Lo so che è Aprile, ma del resto Marzo è stato un mese “veloce”.
Ho fatto un sacco di cose, anche se non mi sembra di aver fatto veramente nulla.
Daniele è partito il 27 febbraio e per una settimana abbondante io ammetto di avere un po’ accusato il colpo e la solitudine improvvisa.
Non importa quanto mi dicessi “Dai, hai più tempo per dedicarti a tutti i tuoi progetti personali”, non riuscivo a tirar fuori l’entusiasmo. Ciò non significa che non mi sia data da fare.

Marzo e fisioterapia
Non ho mai veramente smesso di fare fisioterapia, anche se ad un certo punto quasi mi addormentavo sul tappetino della palestra dalla stanchezza.
Però ho fatto bene!
Un giorno mi sono detta che tutto sommato potevo prendermi i pesetti e fare gli esercizi anche a casa. Quindi mi sono fermata alla Decathlon una sera dopo lavoro e mi sono portata a casa due pesetti da 1 kg. Questo mi ha permesso di allenarmi ancora di più, e di raccoglierne i frutti ora che sto cercando di riprendere a camminare dignitosamente.

Marzo e i libri
Una cosa che mi sono goduta nel mese di marzo è proprio la lettura. Ero rimasta indietro con “Artemide” di Jean Bolen, libro del BookClub di Febbraio, quindi a Marzo ho saltato la lettura de “La Torcia” e mi sono dedicata a recuperare. Nel frattempo ho anche messo in wishlist altri titoli succulenti che conto di regalarmi magari a fine mese, per il mio compleanno.
Nel frattempo ho divorato anche “Custode del Fuoco Sacro”, “Moon spells” e “Il Mare infinito” che dovevo finire ancora dall’estate scorsa.
Ho anche iniziato “La via dell’artista” e “Chi ha paura del business plan?”, ma la verità è che dovrei mettermi a FARE più che leggere il primo e prendere degli appunti durante la lettura del secondo (visto che tutti questi libri sono in ebook).

Cosa sto leggendo adesso?
Beh, sto finendo “Artemide” (non dite nulla…), ho iniziato “Il Giardino degli Elementi“, e ho messo in lista “The Fire Starter Session“. E poi sì, riprenderò “La via dell’artista” e “Chi ha paura del business plan?”… quando mi deciderò a far le cose per bene.

Marzo e la casa
Mi sono goduta casa dopo un sacco di tempo. Il silenzio, la calma, la pioggia anche.
Ho pulito per bene tutto l’appartamento, acceso candele alla sera e fatto gli orari che più mi andavano per mangiare/fare la lavatrice/andare a dormire e via dicendo.
Lo confesso, è liberatorio.
Passata la prima settimana di malinconia mi sono proprio goduta un po’ di solitudine. E mi sono resa conto che lasciata libera al 100% non sono affatto il disastro che penso di essere. So essere organizzata, ordinata e curata. Magari finisco con il dormire meno e con il mangiare alle 9 o più tardi, ma alla fine… chissenefrega? Davvero! Arrivo a casa alle 18.30-19.00 quando mi va bene, alle 20.00-20.30 quando ho fisioterapia, spese da fare, o alle23.00 addirittura se ho corso. Davvero, chissenefrega se non appena torno a casa non mi metto a spignattare? Il gusto di vivere da soli – completamente – non è trovare un po’ la propria dimensione ed i propri ritmi? Insomma dovrò pur godermi dei lati positivi di questa sua assenza, no?
E ho scoperto che adoro stare sola in casa. Anche alle 4 di notte quando si sentono rumori strani e non sai se sono i vicini o i ladri che cercano di entrare…

Marzo e l’operazione
Volevo che fosse una cosa easy, perché lo era. Ho avvertito amici e parenti, certo, perché mi domandavano e non ci vedevo niente di male nel dire “sì, beh, infine mi voglio operare”.
Ingenuamente pensavo che non sarebbe stato tanto importante per gli altri, invece nei giorni prima dell’operazione ho ricevuto un sacco di messaggi di in bocca al lupo e ancora di più ne ho ricevuti dopo l’operazione (pure un po’ troppi…) e mi sono sorpresa che la mia avventura bresciana potesse interessare a così tante persone.
Infondo, si trattava della ricostruzione di un legamento mica di un trapianto di cuore. Invece le persone mi hanno sorpreso.

Mi ha sorpreso anche il mio corpo, che nelle due settimane prima del grande giorno me ne ha fatte passare di tutti i colori, tanto che temevo di dover spostare l’intervento perché sembravo non stare mai bene.
Due settimane prima ho iniziato ad avere mal di gola, che nel corso della settimana è diventato un raffreddore per concludersi in un weekend di influenza. Mancava una settimana ed io ero un catorcio. Al lunedì dopo ero piuttosto stanca e ancora tappata e ho iniziato ad avere un po’ di torcicollo. Mi sono detta “Avrò dormito male”, invece per i successivi tre giorni le cervicali ed il mal di testa non mi hanno mollato un secondo.
Ma sono riuscita a rimettermi in forma… venerdì 24, quattro giorni prima dell’intervento.
Chiamatelo CULO. Altro non può essere.
La mia collega mi ha detto che è il mio corpo che cerca di scaricare la tensione, l’ansia e la fatica. Più che altro era lo stress di tutto quel periodo ed il non sapere come sarei stata dopo l’intervento, in quanto tempo sarei stata bene e cosa avrei potuto fare da sola (io odio dipendere dagli altri).

Insomma, questo è stato il mio Marzo. Una gioia, vero? 😛
Come va adesso?
Beh, il rientro dall’ospedale è stato un po’… burrascoso, ma ora sto iniziando a stare meglio.
Una volta ogni ora mi alzo e faccio la mia camminatina per sciogliere il ginocchio e se va avanti così presto toglierò le stampelle… e spero anche i punti perché tirano un sacco.
Ho riscoperto un po’ di slow life ed è incredibile quanto influisca sulla qualità della mia vita.
Quante cose possono cambiare quando vivi del tempo di qualità?
E quanto possiamo essere diverse noi, o almeno… io!

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Pubblicato in: Blog

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