Nella testa di NikeB… Aprile

In questi giorni ho capito il vero significato di “Aprile, dolce dormire”.
Odiatemi, me lo merito. Perché martedì mi sono alzata alle 10 (che per me è tardissimo!).
E mentre mi rigiravo a letto ancora non del tutto convinta se alzarmi o meno mi sono resa conto che Aprile era finito… e io avevo combinato poco o niente.

L’idea è bastata a farmi scattare come una molla.
Mi sono ripresa in mano i mille punti da spuntare nella mia lista di cose da fare in questi 40 giorni e mi sono resa conto che ho spuntato solo 3 punti (ovvero i post per i blog).
Per la cronaca, nella mia lista stavano belli in rosso punti come “Leggere Luna Rossa”, “Finire La Torcia”, “Maratona di Sex and the city”, “Scrivi post blog” in 10 punti diversi, “Trovare nome sito”, “Registrare dominio”, “Rimettiti in pari con Un Anno da Sogno”, “Appunti Business plan” (un libro che dovevo finire e su cui dovevo lavorare), “Leggi La via dell’Artista”, “Scrivi quotidianamente il diario”, ecc… oh, sì! Nella lista c’era anche “Mangia meglio!” giusto. Ma quello l’ho volutamente dimenticato (tiè!)

Mi sono accasciata contro lo schienale della sedia rendendomi conto che… non ce l’avrei mai fatta.
O meglio, potevo farcela se mi mettevo d’impegno. La verità è che non ne avevo voglia.
Mi sono depressa un paio di giorni perché mi domandavo se il problema è che in realtà mi piace l’idea di voler qualcosa ma quando si tratta di far sul serio la “pigrizia” (leggi paura di fallire) mi fa desistere.
Un po’ come con tutti i lavori, la mia storia a fumetti (iniziata nel 2002 e ahimè rimasta incompiuta ad un capitolo dalla fine) e le storie che ogni tanto mi metto a scrivere, ma anche i disegni, che finisco a matita ma non mi metto mai a colorare bene.

Mi sono risposta che forse tutti i miei progetti e idee nascono dal mio desiderio di evasione, e che forse è proprio quando ho tempi stretti che riesco a dare il mio meglio.
Infatti in questi ultimi giorni mi sono saltate in testa tante cose da fare, da preparare, da scrivere e mi maledico perché “ho esaurito il tempo”, mi dico.
Ma forse la verità è anche che quanto ti fermi per un po’, rallenti. E se ti fermi per troppo tempo poi non riparti più con gli stessi ritmi di prima.
Almeno, questo vale per me.
Forse io avevo bisogno di fermarmi e farmi cogliere dai dubbi prima di decidermi a mettere nero su bianco una bozza molto abbozzata di business plan e dei miei progetti seriamente (da qui ai prossimi 3 anni).
E sì, forse avevo bisogno di farmi un po’ coccolare e di coccolare me stessa.
All’inizio mi dava fastidio pensarla così perché pensavo che fosse una delle scuse che mi racconto di solito. Ma la verità è che un punto della lista sono riuscita a mantenerlo (“Medita 10 minuti tutti i giorni”) e il mio corpo ne ha tratto giovamento perché non ho più le palpitazioni che mi facevano preoccupare da novembre scorso e mi sento più serena (nonostante gli attacchi d’ansia al pensiero di tornare in ufficio dopo 6 settimane ed aprire la casella mail).

Insomma, chiamiamola pausa più che full immersion di lavoro. Siamo onesti.
Ad aprile mi sono dedicata al mio corpo, al mio ginocchio e ad esorcizzare alcune magagne interiori.
E alla famiglia, agli amici, ai ricordi.
Con tutte le feste che ci sono state non posso certo dire di essermi sentita sola (anzi!).

E oh! Dimenticavo il mio regalo di compleanno!
Quest’anno sono 30 *sigh* quindi 3 bracciali spettacolari sempre da Coco&Lime! Vi ho già detto quanto adoro questo shop?

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