La magia del processo creativo

La creatività
Sapete che l’hanno studiata per anni, decenni? Cercando un modo di capire come si innesca il meccanismo creativo?
Hanno cercato di intrappolarla facendola diventare parte di un processo scientifico, hanno cercato di ricavare delle formule matematiche e studiato dei modelli per capire cosa serve per far scattare quel qualcosa che porta ad un’idea creativa, quali stimoli servono al nostro cervello per svilupparla e creare qualcosa con essa.
Ma credo che alla fine si siano arresi all’idea che la creatività sfugge a questo tipo di incasellamento logico, perché è fatta di qualcosa di diverso.

Sembra essere un po’ quel jolly, quasi mitico, che rende un’idea un’ottima idea! Un’idea creativa! Un modo nuovo – anche se non necessariamente – per risolvere un problema.

Ho sempre avuto un rapporto di amore-odio con lei.
In parte mi piace interessarmi di creatività, ma dall’altra essere definita ‘creativa’ mi mette ansia.
È come se per il fatto di essere creativi si dovesse soddisfare una tacita aspettativa degli altri, come se dovessi essere ‘all’altezza’ di ciò che gli altri si aspettavano da me.
Quindi ho sempre coltivato la mia creatività sotto tono, quasi di nascosto, per evitare la frustrazione dell’attesa delle altre persone.
L’ho realizzato consciamente poco tempo fa, leggendo le riflessioni di Elizabeth Gilbert in Big Magic quando parlava della – chiamiamola – ansia da prestazione di alcuni scrittori dopo aver realizzato un’opera particolarmente brillante come Harper Lee dopo Il buio oltre la siepe.

Ho veramente apprezzato Big Magic, perché parla delle idee, nutrimento della creatività, descrivendole come delle entità esterne che trovano in noi dei tramiti per esprimersi e non delle doti da esprimere a comando e sempre in modo efficiente con uno schiocco di dita, come se ci fosse un pulsante ON/OFF.
Nonostante questo io sono convinta che ci sia una certa predisposizione al fatto di essere creativi dettata non tanto da talenti che si possiedono o no, quanto ad “allenamento mentale”.

La verità è che la creatività è come un muscolo.
Tutti abbiamo tutti gli stessi muscoli quando nasciamo. Tutto dipende da come li alleniamo, da come ci muoviamo, da cosa facciamo nella nostra vita.
Quindi la creatività, almeno secondo me, è una potenzialità innata in tutte le persone e può essere utilizzata con successo solo se viene utilizzata spesso.
Un po’ come una strada di montagna, che deve essere curata e pulita da rami e cespugli per non essere ostruita dalla vegetazione e risultare agibile.

E come la alleniamo la nostra creatività?
  1. Creando
    Sembra banale ma invece è così. La pratica rende perfetti, si dice.
    Dando sfogo alle nostre idee, realizzando cose, progettandole, visualizzandole nella nostra mente e farle diventare reali. Assecondando il nostro istinto, la nostra idea. Dandole lo spazio di azione, permettendole di prendere forma e venire alla luce.
    Senza bloccarla o metterla a tacere. Semplicemente essere un tramite.
  2. Scrivendo
    Se non posso subito creare ciò che voglio, scrivo.
    Scrivo tutto quello che mi passa per la testa. Apro un word, prendo un pezzo di carta, mi mando un messaggio, faccio foto a oggetti o cose che vedo. Raccolgo lo stimolo e lo metto per iscritto dando voce ai pensieri così come mi vengono.
    Ne La Via dell’artista l’autrice consiglia di allenarsi in questa pratica ogni mattina, riempiendo tre pagine di quaderno solo e soltanto con il flusso di pensieri così come vengono.
    Io a dire il vero faccio questo esercizio da qualche anno e oltre a trovarlo estremamente liberatorio – dati gli impropri che mi trovo a scrivere – lo trovo anche stimolante perché finchè scrivo e libero a briglia sciolta la mente escono idee e progetti veramente interessanti.
  3. Risolvendo problemi pratici
    Vi capita mai di pensare “oh, ma non può esserci una cosa un po’ così, ma anche cosà… sarebbe perfetta per…]”? Ecco, a me sì. Ecco che avendo problemi da risolvere la nostra mente si mette in funzione. Come posso risolvere questo? Servirebbe quello? Come posso procurarmi quello? Come posso fare che qualcos’altro faccia la stessa cosa di quello che non ho? ecc ecc.
    Così ho inventato soluzioni fantasiose per i problemi più strani in casa, nell’archiviazione digitale e non, nel ricilco di oggetti che utilizzati in un altro contesto sono perfetti.
  4. Parlando con persone stimolanti
    Ci sono delle persone che consideriamo “geniali”, o “inventive. Ne seguo molte sui social, guardo i loro lavori, i loro video, tutorial, DIY, cerco stimoli da persone stimolanti su Pinterest, su Instagram, in ogni angolo del web. Non tanto per le soluzioni che propongono, ma per la carica che vedere le loro opere mi da, per la motivazione che le loro parole mi infondono.
    In generale trovo queste persone positive e piacevoli ed è da loro dove spesso mi rifugio quando voglio ritrovare la “purezza” della vita creativa come la descrive Elizabeth Gilbert.
  5. Circondarsi di stimoli creativi visivi
    Magari funziona solo per me, ma mettere sulla mia scrivania tutti i miei bei pastelli, la mia board motivazionale, frasi scritte con font superbellizzimi che mi danno la carica, illustrazioni, colori, disegni ecc ecc ecc mi aiuta tantissimo ad entrare nel giusto mood per fare tutte le attività di cui sopra.
    E con fido carta e penna accanto ecco che appena mi metto, le idee arrivano. E finchè un’idea, una storia, un pensiero mi pervade l’emozione è fortissima. Quasi mi formicolano le mani da quanto intensamente sto provando quella sensazione.
    Adoro quando succede, anche se mi sento un po’ spaesata sul momento quando ritorno alla realtà e riemergo dal vortice – chiamiamolo creativo.
  6. Restando coi piedi per terra
    A volte il flusso creativo ti porta a partire per la tangente.
    Che può andar bene come atto fine a se stesso, ma non quando con la creatività si devono risolvere problemi.
    Se non risolve un problema è arte – ovvero l’esternazione di un concetto espresso dall’artista.
    Per risolvere problemi legati alla praticità di utilizzo di qualcosa bisogna conoscere bene il contesto ed il modo in cui quel qualcosa funziona e lavorare su esso cercando soluzioni alternative senza “uscire dal selciato”.

Non ho la pretesa di essere un’esperta di creatività. Non mi definisco una creativa, ma mi piace allenare la mia creatività per la risoluzione dei miei problemi più o meno pratici.
Ci tengo però a togliere al creativo questo alone mistico-magico che lo circonda perché sono convinta che Elizabeth Gilbert abbia ragione, che le idee, le storie, le intuizioni siano entità che esistono al di fuori di noi e che lavorano con noi quando decidono di concretizzarsi e tutto ciò che il creativo fa è “tenere il canale aperto” e allenato a pensare e lavorare con questo tipo di energie che li pervadono e chiedono loro di portarle alla luce e comunicarle al mondo.

Concludo dicendo che, tolta “l’ansia di prestazione” e abbracciata la vita creativa come suggerisce la Gilbert, mi sono innamorata del processo creativo, di come opera su di me, della frenesia che ha volte ho di mettere per iscritto certe idee. La maggior parte delle intuizioni mi colgono al mattino quando sono in macchina e qualche volta mi trovo a dover accostare e prendere appunti sul telefono o con note vocali o su pezzetti di carta che trovo in auto pur ti don lasciar scappare l’idea e “afferrarla per la coda” (per citare sempre Big Magic).
Non so se sia “accademico” o meno considerare la creatività come un alleata dotata di una sua forza spirituale ma francamente non mi importa. Colgo l’euforia ed il trasporto del momento come un rapimento dalla realtà, come una trance attiva nel quale l’idea, la storia, l’intuizione prende possesso delle mie mani e della mia testa e inizia a manifestarsi come per magia lasciandomi dentro quella sensazione di euforia e amore incondizionato verso la vita.

E mi scuso se queste parole possono sembrare troppo romantiche, ma infondo credo anche che la creatività abbia più a che fare con le emozioni e i sentimenti che con i ragionamenti logici ed i modelli entro il quale certi studiosi cercano di incasellarla.

Sicuramente mi sarò dimenticata di considerare altri “trucchi” per tenere allenata la vostra creatività.

Ve ne vengono in mente altri?
Voi come fate a stimolare la vostra creatività?
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