Bilanci e raccolti

I miei melograni stanno iniziando ad arrossire.
L’ho notato questa mattina finché facevo colazione.
Stavo cercando di ricordare un sogno molto vivido fatto la notte prima e il mio pensiero era rapito dalle sensazioni che mi aveva lasciato. Stavo ragionando su lavoro, progetti e cooperazione al femminile quando il mio sguardo si è posato sulla buccia arrossata di quel melograno.
Mi sono resa conto che l’aria si era fatta molto più fredda rispetto alle altre mattine e così, all’improvviso, ho realizzato che l’autunno è alle porte!
E per me autunno vuol dire solo una cosa: bilanci.
Perciò ho posato la tazza di the e ho preso l’agenda.

C’è un foglio nel retro della copertina dove tengo appuntate tre liste: sono i miei tre obiettivi 2017.
Li ho stabiliti con Giada a gennaio, quando ero carica di motivazione e buoni propositi.
Quando ho guardato le crocette e i quadratini rimasti bianchi subito mi ha preso lo sconforto; come potevo aver fatto così poco? Sono ormai nove mesi che ci lavoro!
Poi sono tornata alla pagina di oggi e mi è tornato il sorriso.
Il fatto è che a inizio anno ho deciso una sensazione, una parola dell’anno: BASTA SCUSE.
Ve ne avevo già parlato, ricordate?
Riguardando la pagina di oggi e la mia to do list mi sono resa conto che non mi sto più raccontando scuse da molto tempo. E che quello che non ho ancora fatto non scappa! Ci arriverò.
Magari ho solo sottostimato i tempi necessari, ma so che ci arriverò. E mi sono sentita pervasa da una sensazione che cercavo da molto tempo.
La soddisfazione.

Il mio bilancio settembrino quindi, nonostante le caselle bianche, è positivo.
Perché in nove mesi non ho mai perso di vista i miei obiettivi.
Magari li ho accantonati per qualche tempo (ad esempio quando mi sono operata), ma non li ho mai dimenticati.
Volete vederli?
Dai! Senza vergogna! Bam! Eccoli qua.

Non è un mistero che voglia cambiare lavoro, né che stia lavorando al mio sito web, e ovviamente voglio liberarmi di quei (fastidiosi) chili di troppo che spesso tutti ci ritroviamo ad avere (chi è senza peccato scagli la prima pietra!)
Mi sono convinta che questi sono i punti su cui lavorare veramente, perché sono direttamente proporzionali alla mia soddisfazione personale.
Lo dicevo ogni anno, ma quest’anno con Giada ci ho lavorato veramente senza perdermi lungo il percorso.
E nel lavoro sui vari sottopunti delle mie tre liste ho imparato lezioni importanti, riscoperto passioni abbandonate, iniziato ad apprezzare la precisione e la programmazione.

Disciplina e organizzazione. Questo è quello che quest’anno mi ha insegnato. Soprattutto negli ultimi mesi in cui mi sono messa a lavorare sul sito e sulla mia comunicazione.
Oh, e ho scoperto Asana! (buongiorno, Chiara!)
Una mano santa per i lavori in team.
Detesto la gestione dei lavori via mail, la dispersione degli interventi sparsi nella casella di posta, il fatto di essere costretta a riprendere sempre il filo del discorso dalle mail precedenti. Con Asana tutto è organizzato per progetti, anche le conversazioni. Esattamente il tipo di ordine che serve alla mia mente per lavorare e rimanere concentrata su una cosa sola.

La scoperta di settembre però è Copy42.
Un corso di copywriting, lungo come dicono nella descrizione le ragazze di Pennamontata, e ricco di pratica.
Ricco anche di relatori favolosi!
Lo scorso week end hanno parlato Vera Gheno e Luisa Carrada.
Il blog di quest’ultima per me è un luogo sacro nel web fin da quando studiavo all’università e leggevo i suoi post avidamente e prendendo appunti come una pazza.
Durante il week end queste due donne meravigliose hanno inaugurato col botto il corso parlando della lingua italiana, della sua evoluzione, dell’importanza dell’adattare il linguaggio al contesto ed alla ricerca della semplicità quando scriviamo per migliorare la leggibilità dei nostri testi.

Neanche vi dico che lunedì ero carica come una molla!
Mi sono messa subito a rileggere quello che avevo scritto nel sito e ad aggiustare a destra e a manca.
(La rilettura! Ricordatevi la rilettura! Non fate come me che rileggo sempre una volta in meno di quel che dovrei!)

Tra l’altro time is running out!
Siamo già a metà settembre e il 30 si sta avvicinando sempre di più!

Sto cercando di vivere la cosa con tutta la calma di cui sono in grado.
Mi sento pronta, a dire la verità. L’unica ansia che mi attanaglia lo stomaco è quella da prestazione.
Ma il mio sito comunque è tutt’altro che finito. Anzi! Il mio lavoro sul sito è appena iniziato! Il bello inizia ad ottobre e so già che ci lavorerò su il doppio di adesso tra post, pagine e progetti da caricare.
Quindi più che una creatura fatta e finita aspettatevi un piccolo neonato in fasce che nel tempo non potrà che crescere ed arricchirsi di cose fantastiche che ora tengo solo nella mia testa (e nei miei appunti, ovviamente).
Vedete questo

Questo è il quaderno dei segreti segretissimi, dove ho riversato tutti i folli progetti che voglio realizzare da qui ai prossimi mesi. Buah ah ah ah!

Per altro per me la vera deadline per i lavori del sito mica è il 30, ma il 22!
Sì, perché a coloro che sono iscritti alla newsletter mostrerò in anteprima il mio baby-sito venerdì prossimo! (ansia ansia ansia)
Se vuoi vederlo in anteprima anche tu sei ancora in tempo!
Clicca qui ed entra nel gruppo!

iscriviti

Pst! Troverai anche dei piccoli spoiler sui progetti dei prossimi mesi!

Vi confesso una cosa: mi sento un po’ come a scuola, quando consegnavi il tema e la maestra sceglieva un compagno a caso per leggere a voce alta quello che avevi scritto.
Diventavo rossa fino alla punta delle orecchie quando capitava!
Penso che sia ciò che si prova quando si esce dalla propria zona di confort.
Certo, nel mio caso è un “uscire dalla zona di confort” per modo di dire (è un sito web, infondo), ma sapete quel che si dice?

“Anche i viaggi più avventurosi iniziano son un semplice passo”.

Questo è il mio semplice passo.

Quindi posando la tazza da the, ormai vuota, sul tavolino questa mattina ho concluso: forse il coraggio di uscire dalla propria confort zone non è qualcosa che si ha o non si ha, ma qualcosa che si coltiva un passo alla volta, con un occhio puntato al futuro ed il cuore colmo di fiducia e motivazione.
Ho sorriso pensando che forse è proprio questa la miglior cura alla paura.
Andare, un passo alla volta.

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