Come un fiore in primavera

Wow, long time no see!

Del resto marzo è stato un mese veramente interessante.
Con l’arrivo della primavera mi sento ritornata anche io, come da un lungo letargo. E finalmente mi sento di nuovo sulla strada giusta.
Mi sento cambiata.

Se penso ad un anno fa il cambiamento è evidente, e se ripenso a due anni fa è ancora più evidente. E sono così profondamente fiera di questo. Quest’anno in particolare sto tornando “in me”, mi sto riallineando alla mia vera natura ed è un cambiamento che parte da dentro.
Un cambiamento che esige di esplodere all’esterno. Un pezzetto alla volta.
E l’universo mi segue offrendomi sempre l’appiglio giusto al quale appoggiarmi per uscire dal guscio dove mi ero andata ad infilare e rialzarmi in piedi.
Come un serpente che muta la sua pelle.
Come un germoglio dentro al seme che spinge per uscire, rompendo il guscio e facendosi largo nel terriccio verso la luce.

Certo, non l’ho fatto da sola.
E me ne sono resa conto proprio ieri sera, alla fine della mia prima lezione di yoga AVANZATO (si fanno cose serie qua eh!).
Devo dire grazie a tante persone: la prima è la mia amica Sabrina, preziosa e sorprendente, che mi ha spronata a fare dei cambiamenti, la seconda è la mia amica Chiara (Kikka), che con il suo entusiasmo ha contagiato anche me e mi ha dato supporto anche nei momenti di crisi, la terza è la mia amica Silvia, a volte avere una persona che ti ascolta è tutto l’aiuto che ti serve, se poi ti capisce anche questo dono è ancora più prezioso.
E da loro si sono diramati stimoli e spunti sempre più profondi che hanno alimentato il mio cambiamento.

Il primo, grande, immenso, cambiamento mi è venuto dallo yoga.

Lo ripeto sempre: non so come funziona, ma funziona.
Forse ad un certo punto abbiamo lavorato con il punto giusto (nel mio caso poteva essere il terzo chakra) e sono riuscita a sbloccare quel qualcosa che lo bloccava e tutto il resto è accaduto di conseguenza.
Forse è solo una nuova via per entrare in profondità verso me stessa.
Forse è uno strumento per fare pace con me stessa ed imparare veramente ad accettarmi per quella che sono, e non NONOSTANTE quella che sono.
Forse è una pratica che risuona particolarmente con il mio credo spirituale e unisce il mio corpo, il mio spirito e la mia anima.
Forse è solo un modo diverso di vedere le cose. come quando metti un paio di occhiali e con lenti nuove ti rendi conto che il tuo mondo era molto limitato e che ci sono dettagli che prima non coglievi e che ora hanno un valore diverso.
Non lo so, io non ho una risposta in merito. So solo che ad un certo punto da gennaio ad oggi è successo qualcosa dentro di me, nel mio cuore, ed io ora mi sento più felice, più gioiosa, più aperta e desiderosa di continuare a stare così bene. e sarei stupida a non cogliere che in questi mesi ciò che è cambiato è che lo yoga è entrato pian piano nella mia vita, e mi chiede sempre di più per darmi molto molto di più (sia chiaro, non durante. durante sudo e fatico come una matta. Però, una volta che ho finito, con il rilassamento finale o finché mi godo il the ristoratore, io mi rendo conto che sto bene. e sorrido).

Il secondo cambiamento è l’alimentazione.

No, non ho smesso di mangiare schifezze, carne, derivati di animali. Li mangio ancora, hamburger inclusi.
Il cambiamento è più che altro nel mio rapporto col cibo. Ho sempre meno “bisogno” di schifezze e più bisogno di sentirmi leggera. Mi mangio ancora cose gustose – al sushi non rinuncerò mai! ed è pure leggero da mangiare e digerire- ho scoperto la salsa di soia in cucina e tante alternative che posso mangiare come secondo, restando leggera, non dovendo mangiare pesate o in quantità esagerate.
Magari faccio spuntini e mangio più spesso, ma in minor quantità.
Bevo the verde, uso meno olio e ogni secondo è accompagnato da verdure. ho abolito il pane e ridotto la quantità di patate e altre proteine vegetali.
Continuo a mangiare di tutto eh. come dicevo, mangio ancora hamburger. Ma meno. meno di tutto.
Perchè ho imparato ad amare il senso di leggerezza. solo questo: leggerezza.

Il terzo cambiamento è il tornare a stare all’aria aperta.

E poi, grazie alla bella stagione che si fa avanti, l’allergia sotto controllo e le ore di luce che aumentano (e i ponti pasquali, e i sabati liberi, e chi più ne ha più ne metta) ho ricominciato a godermi le passeggiate serali. in compagnia, con contorno di chiacchiere, ma comunque è tempo che passo all’aria aperta. è mezzora in pausa pranzo? sono due ore la domenica pomeriggio?
Ed è quel che mi serve per evadere un po’ dalle gabbie di cemento dove mi infilo d’inverno, e che magari diventano cucce calde nei mesi freddi, ma che con il ritorno del sole stranamente – o anche no – diventano più strette.
Quindi anche questo è stato un cambiamento.

Un altro cambiamento è stato la meditazione.

Ci sono mattine, quando sono da sola, che mi alzo e vedo la luce del sole tenue che sale ad est e mi godo un po’ di tempo in relax. medito, magari faccio yoga – ma è successo solo una volta, per lo più medito – e mi concentro su un pensiero o un atteggiamento.
è così terapeutico svegliarsi così che penso che ne farò un’abitudine (appena mi sarò ripresa dal cambio dell’ora).
Silenzio, pace e meditazione. 10,20,30 minuti. miei.
E poi inizio a vestirmi e prepararmi per la giornata.

Un altro cambiamento che mi ha “sorretto” sono i fiori di Bach.

Confesso che ero scettica. li ho presi perché veramente cercavo aiuto da ogni parte in quel momento. e ho iniziato a prenderli “guidata” dalla mia amica Chiara che studiando Naturopatia mi ha creato dei mix di fiorellini apposta per me. conoscevo un po’ (pochissimo) i fiori di Bach ma non li avevo mai provati. E ho scoperto che, probabilmente all’interno di una situazione come la mia – di grande cambiamento – hanno comunque fatto parte di quel qualcosa che ha “spinto in avanti” il meccanismo. agiscono in modo delicato, sottile. e sono un ancora nei momenti di panico ed ansia (almeno per me). e mancavano una volta finiti (ho fatto fuori una boccetta da 100 ml in tre settimane).
Come lo yoga: non so come funzionano, ma funzionano.

E poi ci sono i begl’incontri.

Avete mai visto “L’amore non va in vacanza”? Bene, la mia scena preferita è la scena del “bell’incontro”.
E io ne ho fatti di preziosi negli ultimi mesi.
E mi sento fortunata.
A volte mi domando “Universo, cosa stai cercando di dirmi?” ma la verità è che mi sta portando spontaneamente ciò che mi serve.
è vera magia. magia universale.
Ed io sono così grata.

Insomma, questo marzo assieme alla natura mi sono risvegliata anche io.
Come da un lungo letargo. come un fiore che con la luce, lentamente, apre i suoi petali per assorbirne più che può.
Mi sento così.
Nonostante le paure, i pensieri e le paranoie che comunque fanno parte della vita.

Come dicevo, voglio continuare a sentirmi così, ad essere circondata da persone luminose e positive e fronteggiare ciò che succede nella vita, le avversità, le sfide e le perdite, con un atteggiamento diverso.

E questo 2018, a sorpresa, si sta rivelando l’anno per me.

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Pubblicato in: Blog

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