Communication

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Il concetto di comunicazione gira attorno ad innumerevoli significati nutriti dal sapere delle scienze che nel corso del tempo se ne sono occupate: dalla sociologia alla linguistica, dalla filosofia alle scienze dell’informazione, dalla psicologia alla politica.
Ogni punto di vista può essere diverso ma ha una sua precisa ragione d’essere.

L’uomo è un animale sociale, che parla e che vive nel linguaggio. Non possiamo fare a meno di comunicare, è un bisogno innato che ci portiamo dentro fin dalla nascita quando neonati piangiamo per richiamare l’attenzione del genitore e comunicare che abbiamo fame, sonno, stiamo male o abbiamo qualche altra necessità.
Crescendo impariamo a parlare e ad interagire con il mondo che ci circonda tramite la parola e successivamente, grazie all’istruzione, anche con la scrittura.

La comunicazione ci circonda, sembra quasi banale dirlo, e lo fa in tre livelli: nel cerchio del bisogno primario che ci circonda sempre, come rete che ci unisce agli altri, come sguardo che interroga ed interpreta il mondo esterno.
Così nascono le relazioni che il soggetto instaura con l’altro, primo grande pilastro della comunicazione.
A questo si aggiunge un altro elemento molto importante su cui si fonda la relazione, l’esperienza.
Quando entriamo in contatto con altre persone questo avviene attraverso un insieme di concetti simbolici condivisi propedeutici alla creazione di conoscenze nuove, maturate durante lo scambio comunicativo come interazione.
La comunicazione è un processo che implica, quindi, il relazionarsi con l’altro, mediante uno scambio comunicativo di beni simbolici caratterizzato da una struttura circolare basata sul feekback ottenuto.
Ogni atto comunicativo, va sottolineato, contiene in sé una connotazione manipolatoria, ovvero un atto di retorica che mira a produrre degli effetti e ad ottenere delle risposte che vadano a modificare la situazione attuale, ovvero che tende a mutare la circostanza presente.

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Con questo modello comunicativo, sviluppato da Roman Jakobson, è chiaro come un fenomeno comunicativo funzioni basandosi sulla logica del feedback.
Questo modello è alla base di ogni processo comunicativo.
Non è necessario un progetto preciso o una strategia per metterlo in moto.
Un soggetto comunica in questo modo per il semplice fatto di esistere.

Lo studio di questi processi comunicativi ed i loro effetti mi ha sempre affascinato. Ho intrapreso un corso di studi su questo solo per il piacere di sentir parlare di queste tematiche ed analizzare come la comunicazione sia così influente nel mondo attuale.
La comunicazione è un’arte sottovalutata proprio perché innata, ma a tutti sarà capitato di cogliere l’importanza del dire le cose in una certa maniera perché importanti o perché si è portati a prestare cura al processo comunicativo. E a tutti sarà capitato di notare come una cattiva comunicazione crei problemi nella vita come sul lavoro.
Solo negli ultimi anni il ruolo della comunicazione ha iniziato a diventare evidente e riconosciuto ufficialmente.

Gli studi in comunicazione in generale sono relativamente recenti.
La comunicazione è diventata l’ingrediente segreto per il successo e il paravento dietro al quale spesso ci si nasconde.
“Non hai capito”, “Non mi sono spiegato bene”, “Hai frainteso”.
Come comunicatrice spesso e volentieri mi sento dire “Sei una comunicatrice no? Comunica!” o “La cattiva comunicazione ha generato tal fraintendimento” o ancora “Vedi tu come comunicarlo al meglio” come se la comunicazione fosse un atto solo relegato a chi ha studiato o si è specializzato in questo. Certo, lo è, ma non solo. La comunicazione è un’arte che tutti possono coltivare e soprattutto nell’ambiente di lavoro deve essere curata e coltivata correttamente.
Sono una comunicatrice, racconto, manipolo, pongo una chiave di lettura ai fatti e amo farlo.
Spesso però mi trovo in situazioni in cui vorrei parlare di ciò che riguarda la sfera comunicativa, come studio e come esperienza diretta.
Ecco quindi che ho pensato di dedicare questa sezione a ciò che ho da dire in merito ed a raccontare ciò che so e che ho imparato in quanto comunicatrice innata e non.